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Imoco-Novara, inizia la sfida scudetto

Volley A1 donne. Il confronto comincia questa sera in Piemonte. Santarelli: «Le ragazze hanno ritrovato fiducia e serenità»

CONEGLIANO. Sboccia la primavera e scocca – finalmente – l’ora della finale scudetto. Da stasera si apre la sfida Novara-Conegliano, che in un massimo di due settimane decreterà la vincitrice del 73° scudetto del volley femminile. «E’ il momento più bello della stagione» dice coach Daniele Santarelli «finora abbiamo fatto bene ed entro il 6 maggio contiamo di portare a casa almeno un trofeo tra scudetto e Champions. Ce la metteremo tutta, sapendo che non sarà per nulla facile». Conegliano viene da 6 vittorie consecutive e solo due set persi nei primi due turni dei playoff, ma quel che impressiona di più è la qualità del gioco e lo stato di forma complessivo. «Ci siamo rimboccati le maniche dopo quel periodo buio e abbiamo capito su quali aspetti lavorare; adesso le ragazze hanno ritrovato serenità e fiducia, tanto da giocare praticamente a memoria». Quella di stasera (ore 20.30, diretta Raisport e Radio Conegliano, arbitri Pozzato e Goitre) è la settima sfida stagionale tra le due formazioni (sempre giocati almeno 4 set), diciassettesima in assoluto. Rispetto alla regular season, al girone di Champions e alle due finali di coppa, la finale scudetto ha però altri ritmi e altre dimensioni. «Sulla serie di gare la prospettiva è differente, rispetto ad una gara secca o ad una normale della stagione – aggiunge Santarelli – di sicuro noi e Novara abbiamo meritato di essere qui a giocarci il titolo. Credo che il pubblico, nei palazzetti e a casa, avrà occasione di divertirsi molto e provare forti emozioni».

Dal punto di vista tattico ormai c’è poco da inventare: Egonu è il terminale offensivo principale per le piemontesi, ma sarebbe semplicistico dire che basta fermare lei per fermare Novara. «Infatti… Loro sono completi anche negli altri reparti, come del resto anche noi. La differenza sta nel tipo di gioco; il nostro, anomalo per l'Italia, è molto veloce e con diverse soluzioni in attacco, mentre Barbolini, con ricezione a due, tende a giocare prevalentemente con l’opposto. In ogni caso credo che lo spettacolo sarà assicurato».

Anche Raphaela Folie punta l’attenzione sulle seconde linee. «Penso che saranno molto chiamate in causa ed entrambe le squadre spingeranno molto col servizio; l’obiettivo è di far giocare Skorupa con palla staccata da rete, in modo che poi tocchi a noi centrali lavorare col muro per il successivo contrattacco. Ovvio che anche loro hanno lo stesso obiettivo su Wolosz».

Tra le pantere il clima è di positiva fiducia in vista di questa serie di finale. «Fosse stato per noi» aggiunge Folie «avremmo iniziato già subito dopo la semifinale; però anche avere alcuni giorni di soli allenamenti ci ha consentito di caricare più del solito dal punto di vista muscolare. Siamo pronte, stiamo tutte bene; io ormai sono al 100% e non vedo l’ora di iniziare. Per me e per molte mie compagne è la prima finale scudetto e ci crediamo molto, anche se nessuna delle due squadre è favorita».

Marta Bechis, palleggiatrice piemontese dell’Imoco, evidenzia anche l’aspetto mentale di queste gare: «Per noi allenare la testa è un continuo processo; possiamo avere una qualità al di sopra della media, ma se non siamo concentrate vincere le gare diventa difficile. Vogliamo dimostrare che le 4 sconfitte di quest’anno con Novara sono state degli episodi». E allora via alle danze. La fame

di volley in questi giorni è cresciuta e da stasera il piatto è davvero ricco.

In aggiunta e aggregata all’Imoco “non per giocare, ma per tifare” c’è anche Robin De Kruijf; la centrale olandese inizierà in questi giorni con lo staff gialloblù la rieducazione al ginocchio.

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