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Ciclismo, Froome punta al Giro: «Tosatto mi guiderà nelle vie della Marca»

Ciclismo. Parte da Treviso la campagna d’Italia dell’inglese. «Il caso doping? La notte dormo, sono tranquillo e sereno»

VILLORBA. «La condizione? Vedremo al Trentino la prossima settimana». Chris Froome, T-shirt a maniche corte e i segni dell’abbronzatura ben visibili («Gli allenamenti a Tenerife»), è lo stesso ragazzo gentile e semplice già incrociato in altre occasioni. La Spada di Damocle del caso-salbutamolo all’ultima Vuelta non lo turba («La notte dormo, sono tranquillo e sereno») e fa capire di avere in testa solo l’assalto alla sua prima maglia rosa. La campagna d’Italia del quattro volte vincitore del Tour è decollata dalla Marca. Un legame forte che dipende dai fornitori di bici e calzature, cui s’è unita da quest’anno la presenza in ammiraglia di Matteo Tosatto. L’ex pro’ di Vallà affiancherà il campione di Sky da lunedì al Tour of the Alps (l’ex Giro del Trentino) e poi dal 4 maggio al Giro: «L’ho avuto per la prima volta alla Tirreno», spiega il britannico, «Mi trovo bene, è facile lavorarci insieme. Mi darà una mano a conoscere le strade».

Sbarcato a Tessera, Froome ha puntato subito il navigatore su Fontane per fare tappa alla Pinarello. Altra breve sosta alla Sidi a Maser, quindi il via alle ricognizioni della San Vito al Tagliamento-Monte Zoncolan (nel pomeriggio il primo segmento, stamane l’epilogo sul mostro carnico) e della crono Trento-Rovereto (domani), frazioni clou del Giro 2018. Il primo grande obiettivo della stagione. L’impresa mai riuscita a nessuno del terzo grande giro consecutivo dopo Boucle e Vuelta 2017. Fausto Pinarello, in tal senso, ha in serbo un regalo: un nuovo manubrio (costo 20mila euro) in titanio sinterizzato per il Bolide TT, la bici da crono. Le protesi sono state alzate, Chris lo testerà già domani sulle strade trentine. «Fra noi c’è un gran bel rapporto», rimarca il capitano di Sky, accompagnato dal ds Nicolas Portal. Poco prima, Froome era rimasto ammirato al cospetto di due pezzi d’argenteria, promemoria dei trionfi rosa Pinarello: la bici di Fausto Bertoglio del Giro ’75 e l’Espada di Miguel Indurain. «Incredibile la differenza di peso rispetto a oggi», l’annotazione.

Poi si ragiona però del futuro prossimo. «Sto bene, dalla Tirreno ho perso anche un po’ di peso». Quanto? «100 grammi», scherza. Sul Giro dietro l'angolo: «È la prima volta che l’affronto per vincere. Farò il massimo, anche se ci saranno tanti avversari forti. Da Israele partiamo tutti da zero e per tutti ci vuole rispetto». Sulle tappe: «Per mentalità tendo a ragionare giorno per giorno, non considero una tappa più importante dell’altra. Ma lo Zoncolan sarà decisivo». Tutt’altro che felice il ricordo della frazione del festival rosa 2010: «Fu durissima. Pensai di scendere dalla bici e proseguire a piedi». Ora però del Giro teme forse

più un altro aspetto: «Le corse sono più esplosive, imprevedibili. Più difficili da controllare. Pare quasi di stare alle classiche. Devi essere sempre attento, pronto a tutto». Gli fanno notare che nello showroom manca una bici rosa. «Pressioni zero, eh?», se la ride Chris.
 

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