Quotidiani locali

L’elogio della furbizia «Capito l’arbitraggio sono usciti i muscoli»

Antonutti: «In un match fisico è importante trovare il limite» Swann: «Se domenica faccio 2 punti e vinciamo, sono felice»

VILLORBA. Isaiah Swann se la ride. «Non è la prima volta che segno otto tiri da tre», rivela, «ne ho messi anche di più: diciamo che i compagni mi hanno cercato ed io ho avuto le mie occasioni. Grande vittoria, dopo quell’inizio abbiamo capito che dovevamo essere più aggressivi ed intensi di loro giocando di squadra». E il cigno nera sembra quasi godersela alzandosi dalla panchina. «Faccio il mio lavoro ed aiuto tutta la squadra a vincere, a me interessa il risultato, nient’altro. Se la prossima partita segno due punti e vinciamo, sono felice lo stesso».

Sommesso consiglio ad Andrea Gracis: uno così, visto oltretutto che da noi si diverte un sacco, sarebbe da blindare immediatamente.

Michele Antonutti parla dall’alto della sua esperienza. «Dopo averne vinte otto, questa poteva essere rischiosa, perchè è naturale avere un calo fisico e mentale. Invece siamo stati abili sul -10 a fare una seconda parte di gara importantissima». Nel secondo quarto la De’ Longhi ha concesso otto punti al miglior attacco del torneo. «Bisogna essere bravi a capire quanto ti permettono gli arbitri in una partita molto fisica, noi ci siamo adeguati ed abbiamo fatto una prestazione davvero di grande sostanza». Non è la prima volta che alla Tvb capita una falsa partenza. Sembra la tassa da pagare per una squadra con un motore diesel. «Pagherei perché accadesse sempre, con questo finale Ci sono anche gli avversari. Trieste in trasferta sta facendo fatica e voleva dimostrare che c’era, a noi capita di partire sornioni ma la maturità e la mentalità si vedono quando riesci poi a girarla. E se non difendi bene poi non riesci ad avere fluidità in attacco. Ora andiamo avanti: il girone d‘andata sembrava una tragedia, quello di ritorno ci offre tante occasioni, vedremo di sfruttarle».

Bernardo Musso ieri s’è distinto più per la difesa ed i rimbalzi che per l’attacco. «Cerco solo di rendermi utile: dipendo tanto dal tiro, io non so fare tutto ma mi impegno. È ciò che ci aveva chiesto il coach, cioè batterli sul loro campo, quello dell’aggressività difensiva, ed è su questo che mi sono concentrato. Uno su sei da tre? No problem, il tiro va e viene». In queste settimane la De’ Longhi dovrà capire anche su cosa e come migliorare. «In tutto,

magari sul piano mentale. Ad esempio all’inizio non eravamo quelli che volevamo e non ce lo potremo permettere, specie quando le gare conteranno di più. E si può fare meglio anche in difesa: 63 punti sono pochi? Va bene, ma la prossima volta bisogna prendere 50. O magari anche 40».

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro