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Imoco troppo brutta, Novara è più forte

Pantere irriconoscibili, solo nel secondo set i meccanismi girano: poi la bestia nera Enright regala il trofeo all’Igor

BOLOGNA. Due sfide secche, due sconfitte. La lunga sfida tra Novara e Conegliano premia ancora l’Igor. Anzi, a differenza della Supercoppa, risolta al tie break con l’Imoco a sprecare anche due match point, stavolta la Coppa Italia prende la strada del Piemonte ancora più nettamente. Vista sabato, un 1-3 che pochi si sarebbero aspettati. Ma ieri Novara, pur appoggiandosi quasi esclusivamente su Egonu, è riuscita a fare quello che l’Imoco aveva fatto con Busto: sfruttare ogni singolo errore commesso dalle avversarie. E ieri le pantere ne hanno commessi parecchi, risultando troppo fallose. Nemmeno i cambi di Santarelli sono serviti a molto, anzi, in certi casi c’è stata addirittura confusione. Il bis della Coppa Italia non c’è stato, ora serve riprendere il fiato visto che mercoledì c’è il Prostejov in Champions.

Santarelli all’inizio conferma il sestetto visto contro Busto: Wolosz-Fabris, Danesi-Melandri e Hill-Bricio, con De Gennaro libero. Barbolini lo copia, ma c’era da aspettarselo: Skorupa-Egonu, Gibbemeyer-Chirichella, Plak-Piccinini e Sansonna libero. Imoco in maglia blu, Novara in bianco. Bricio parte forte: primo punto del match e poi il primo ace. Dall’altra parte Egonu non vuole far scappare le pantere e ricuce subito il minibreak scavato da Hill. L’Imoco capisce che anche se qualcosa non gira per il verso giusto si può rimediare. Dalla parte opposta c’è una recuperata Chirichella che dà fastidio a muro, in compenso Melandri non è perfetta in bagher, uscirà presto. Morale: siamo 11-11. L’Igor trova il primo vantaggio con una pipe di Plak (12-13), così Santarelli manda in campo De Kruijf e Nicoletti per Melandri e Fabris, ma è Egonu ad allungare, con due ace di fila (14-17). Il muro di Danesi su Piccinini fa male, Gibbemeyer replica su Bricio (16-19), che poi spara out. La statunitense mura Nicoletti, Santarelli prova allora la coppia Bechis-Fabris. Ma Novara accelera e mette 7 punti di fila e chiude il set con un errore al servizio di Bricio: 17-25. Per Conegliano è un bel black out.

Secondo set e altra musica. Bricio parte subito forte, e Fabris e Hill con la clava mettono il 4-0 in contrattacco, con Wolosz a mettere un ace velenoso. Barbolini chiama Bonifacio che mura Bricio per il 5-1. Notiziona sul 7-2: entra Folie, non giocava da quattro mesi. Bricio si fa perdonare un cattivo bagher con un attacco atomico. Uno scambio lungo premia Hill, che poi allunga con tre punti di fila: 17-8. L’ace di Plak riavvicina Novara, ma l’Imoco si appoggia sulla statunitense: 20-11. Santarelli chiama The Queen per chiudere i conti: pianta tre fast di fila, poi la messicana conquista il set point che Hill chiude: 25-14, con l’Imoco al 60% in attacco ed Egonu al 22.

Fabris mette la prima del terzo set ma poi sbaglia due diagonali. Chirichella allunga: 3-6, ma Folie mette il 5-7. Sul 14-15 tornano De Kruijf-Nicoletti per Fabris-Folie, Barbolini risponde con Enright - la castigatrice della Supercoppa - per Piccinini, e Zannoni a difendere per Plak. Numero di De Gennaro: alzata in bagher rovesciato da terra per Nicoletti. Hill però mette fuori la pipe del 17-20, tornano Bechis e Fabris, ma la mossa non premia Santarelli: la palleggiatrice sbaglia quasi tutto in regia e Chirichella ed Enright consegnano il set point all’Igor. Chiude la portoricana, vero rebus: 21-25.

Egonu è atomica, Fabris si mette al lavoro ma c’è Sansonna che ha dei conti in sospeso con Bricio e le prende quasi tutte. C’è Enright, quasi una bestia nera, Plak trova il 7-10. I problemi cominciano a diventare seri quando Egonu stampa il muro su Hill (10-14), tornano De Kruijf e Nicoletti ed è proprio l’olandese a ricucire (errore di

Sansonna, poi di Enright per il 17-16). Danesi mura Egonu che però è stellare (20-20). Bricio trova il pari al 23, ma è Enright - ancora una volta - a chiudere con due punti: 23-25. Ormai la Coppa Italia è andata, ora serve prendere appunti: la prossima volta qualcosa deve cambiare.

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