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«Tifosi provocati da un brutto gesto»

Il presidente Luca Visentin: «Nessun coro, però qualcosa deve essere successo»

TREVISO. Presidente Luca Visentin, che ne pensa della gazzarra dei suoi ultras contro Gnago? «Gnago deve imparare a comportarsi educatamente se vuole essere rispettato. Sappiamo bene che i tifosi biancocelesti non sono così tranquilli, se poi li vai ad aizzare si capisce cosa può accadere». Scusi, ma se un giocatore esulta bisogna gridargli di tutto? «Sono i gesti che contano: se vai a farli sotto la tribuna non stupirti delle reazioni. Oltretutto era successo anche all’andata, lui non è uno che passa inosservato». Nessun gesto può giustificare del razzismo. «Io quei cori non li ho sentiti, però ne hanno parlato e qualcosa deve essere successo. Altra verità è che siamo bersagliati dagli arbitri. La Federazione invece di chiedere soldi ai club cominci a insegnare ad arbitrare: oltre al regolamento esiste il buon senso. Io sono sicuro che quella punizione dal limite, ci fosse stata un’altra squadra, l’avrebbe fatta tirare».

Perché gli arbitri dovrebbero avercela con voi? «Io so solo che al Tenni ne abbiamo subite di ogni colore, a Noventa non ne parliamo, Cesca espulso per una bestemmia prima di Fontanelle quando ovunque se ne sentono di tutti i colori. Ed a Mansuè rigore in apertura molto dubbio: sono gli episodi a compromettere tutto». Presidente, sta parlando di una “sudditanza psicologica al contrario? «Direi proprio di sì: il regolamento deve valere per tutti, non per uno. Io alla Federazione gliel’ho detto, ci sono due modi per perdere il campionato: ho una squadra di brocchi o lo hanno deciso altri». Nemmeno un po’ di autocritica? «E’ vero, abbiamo fallito tante palle gol, ma metti che non dia quel rigore dopo pochi minuti, la partita sarebbe cambiata. Io non penso che il Portomansuè abbia dimostrato di essere così superiore da stare 7 punti sopra di noi».

A quanto pare questa sconfitta ha spento le ultime speranze. «Finchè la matematica ce lo permette, non do nulla per scontato. Prova ne sia il Fontanelle: sembrava aver

ucciso il campionato e se ne perde un’altra è secondo. Siamo a -10, ma avessimo vinto saremmo a -2 dal Porto e a -7 dalla capolista e campionato riaperto. Resta la Coppa: il Treviso all’inizio aveva da raggiungere entrambi gli obiettivi: e vuole continuare ad averli».(s.f.)

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