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Insulto a Negri: Bastareaud a giudizio

Rugby Champions Cup. Il capitano del Toulon rischia fino a un anno di squalifica per l’offesa omofoba al flanker dei Leoni

TREVISO. Confermate tutte le previsioni : Mathieu Bastareaud, 29 anni, centro del Toulon e della nazionale francese, è stato citato dall’Epcr, organismo che organizza la Champions Cup, per l’insulto omofobo proferito nei confronti di Sebastian Negri, flanker del Benetton, all’ultimo minuto del match di domenica valido per il quinto turno della Poule 5 della Champions.

Il campione francese rischia adesso dalle 6 alle 52 settimane di squalifica, per violazione all’articolo 9.12 del regolamento internazionale, che proibisce gli abusi verbali nei riguardi degli altri giocatori. E sarà giudicato già domani dalla commissione disciplinare.

E’ stato in commissario arbitrale del match, il gallese Dennis Jones, a rilevare l’offesa peraltro amplificata dal microfono dell’arbitro inglese Pearce («fucking faggot», ha detto Bastareaud a Negri, ovvero «frocio di m.»), a inserirla nel suo rapporto ufficiale sul match, disponendo accertamento ed ascoltano i giocatori nel dopogara, tra cui lo stesso Negri.

Il video mostra chiaramente come dopo una ruck nella zona centrale Bastareaud si rivolga a Negri, che lo spintona via, a quel punto la reazione del campione francese, mentre fra lui e Negri si frappongono alcuni giocatori di Treviso, fra cui Barbini, Ioane e Bronzini . Curiosità: Negri, diretto “interessato”, non si sarebbe accorto di n ulla.

Ieri Bastareaud si è scusato ufficialmente dal suo profilo social: «Mi scuso per la mia reazione agli insulti del giocatore italiano, ho reagito malissimo nel rispondere alla provocazione, sono davvero dispiaciuto per le persone che ho potuto offendere con le mie parole», ha scritto.

Chiara la volontà di scusarsi prima del processo di domani, ed evidente la tesi della “reazione spropositata” a una condotta non edificante di Negri, accusato implicitamente di offese e di provocazioni. Bastareaud rischia grosso, dal momento che anche in caso di condanna minima non potrà giocare i primi match del Sei Nazioni, che comincia il 3 febbraio.

A sua difesa, anche la società francese, che in una nota di dice «convinta che il giocatore abbia usato inappropriate parole mentre era in uno stato di tensione e di pressione come può normalmente accadere durante una partita di rugby».

La nota chiude con una difesa d’ufficio del centro, che vanta anche 42 caps con la Francia, molto vicina a un’arringa difensiva in vista dell’audizione disciplinare: «Mathieu non è assolutamente
omofobico» è riportato, «questo tipo di linguaggio non dovrebbe consentire di condannare il nostro capitano che ha sempre difeso la ricchezza della diversità fra le persone e lo prova ogni giorno, a cominciare dal nostro gruppo di giocatori» (a.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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