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Benetton rugby: l’insulto omofobo di Bastareaud a Negri

Treviso. Minuto 79, l’offesa è amplificata dal microfono arbitrale Il centro, capitano, rischia grosso: il 6 Nazioni è alle porte

TREVISO. «Fucking faggot». «Frocio di m...». L’insulto di capitan Bastareaud a Negri, nella penultima azione del match, minuto 79, resterebbe confinata al terreno di gioco e ai pochi giocatori che si frappongo tra lui e il flanker. Ma a due passi c’è l’arbitro Pierce e l’offesa omofoba viene subito amplificata dal microfono del diretore di gara.

Il bruttissimo episodio, che macchia anche i valori del rugby, sport assolutamente aperto, come dimostra l’outing da lunga data di Nigel Owens, fischietto numero uno al mondo (per la verità più sofferta la confessione del campione gallese Gareth Thomas, allora sconvolgente), diventa subito il caso del giorno a livello internazionale, e relega subito in archivio la partita.



Il commissario arbitrale non ha potuto che prendere nota, e a fine gara ha avvicinato Negri, altri giocatori e lo stesso arbitro per avere ragguagli. Se non lo farà Pearce nel suo rapporto, è certo che il commissario arbitrale segnalerà l’episodio alla giustizia sportiva. E infatti, in Francia, è scattato l’allarme rosso alla vigilia del Sei Nazioni, per una nazionale ancora sconvolta dal cambio in corsa del ct, da Noves a Brunel , il baffo ex ex Italrugby.



Bastareaud rischia una lunga squalifica. Era capitano, ieri, per giunta. Ed è uno dei volti più noti del rugby francese, campione affermato: tutte aggravanti. Immediate le reazioni sui social – il più duro è stato Andy Goode, »Nessuno spazio all’omofobia nel rugby, punizione esemplare», e la stessa Eprc, organizzatrice della Ch,mpions Cup, ha voluto precisare che il commissario arbitrale ha considerato l’episodio nella canonica supervisione del match, e che «potrebbe aprire un’inchiesta». Scontato, anche per l’eco della vicenda.

Il Benetton, dal canto suo, non ha fatto né farà passi ufficiale. Certo l’episodio ha scosso tutti, per la portata e anche per il contesto in cui è nato, in una partita senza tensioni e a risultato maturato.

Goosen cerca di restare nel match: «Abbiamo difeso molto ben le primo tempo, purtroppo non siamo riusciti a spezzare l’assedio e a metter loro sotto pressione», spiega, «alla lunga non abbiamo più tenuto lo stesso standard, difficile resistere quando difendi sempre La seconda meta ci ha tagliato le gambe, con più attenzione avremmo potuto restare nel match più a lungo».

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