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Dalla mischia alle esche: Giazzon lascia il rugby

Il Mogliano perde il tallonatore ex Benetton oltre a Pavan e a William Visentin. «Mi ritiro per dedicarmi al mio negozio di pesca, ma potrei tornare allenando»

MOGLIANO. Dal rugby al negozio di pesca. Davide Giazzon, protagonista del drastico cambio di vita, è il nome che non passa inosservato nel comunicato diramato ieri dal Mogliano e legato alle partenze dell’ultimo periodo, parzialmente innescate dalle difficoltà economiche: già noti gli addii di Halvorsen, Connolly, Padrò e Michele Visentin, hanno salutato pure Riccardo Pavan - figlio di Franco, ex ds dei Leoni - sceso in serie A al Verona per garantirsi una ripresa graduale dopo il lungo infortunio, e William Visentin, trasferitosi al Casale. Senza contare appunto Giazzon, tipetto che ha collezionato 29 caps in azzurro, esperienze nel Pro 12 con Aironi, Zebre e Benetton.

Il 31enne tallonatore (ne compie 32 martedì prossimo) ha deciso di dedicarsi full time al negozio “Magic Angler” aperto 16 mesi fa a Mogliano con un altro socio: articoli per carpfishing, pesca in mare, alla trota e a spinning. «Ho tramutato una passione in lavoro», racconta Davide, che ha iniziato e chiuso così la carriera a Mogliano, «Papà me l’ha trasmessa, era garista della pesca sportiva. L’ho scoperta già da piccolo: dedicandomi però al rugby, non riuscivo a mantenerla viva. Tornato a casa, negli ultimi anni, la fiamma si è però riaccesa. Mi sono cimentato nel carpfishing e lo pratico tuttora». La palla ovale è l’altro grande amore, ma arrivano momenti in cui occorre scegliere: «L’attività in proprio mi impegna nei weekend, non riuscivo più a stare dietro al rugby».

Dalle mischie alle esche, il passo è stato breve: «Nella mia vita, il rugby ci sarà sempre. Di sicuro andrò a vedere le partite, resterò comunque nell’ambiente. Ho un figlio di 7 mesi e magari lo indirizzerò alla palla ovale. Ho già il patentino di secondo livello per allenare e non escludo di rientrare con questo ruolo. Bisognerà però valutare le esigenze del negozio. Ora penso solo a quello e a fare
il papà». Inevitabile riavvolgere il nastro: «Le soddisfazioni più grandi coincidono con la partecipazione al Mondiale 2015, nonché con le vittorie al Sei Nazioni su Francia e Irlanda. Senza scordare il Benetton: vestire quella maglia era il sogno da bimbo e ho pure fatto il capitano».

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