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Appartamenti al posto del tatami: dopo 48 anni sfrattato il Judo Treviso

Treviso. La nuova proprietà ha dato l’ultimatum: entro il 30 giugno deve sloggiare. La sede di viale Montegrappa dopo 48 anni sarà convertita in appartamenti

TREVISO. Dai tatami agli appartamenti. Il Judo Treviso lascerà dopo 48 anni (e sei mesi prima del 60esimo compleanno) la gloriosa sede di viale Monte Grappa: la dead-line è già fissata per il 30 giugno, la proprietà subentrata l’anno scorso, la Tazio srl, ha caldamente invitato la storica società cittadina a reperire una nuova casa e la palestra che ha ospitato generazioni di trevigiani s’avvia a trasformarsi in abitazione. Una ferita al cuore di chi l’ha frequentata o s’allena tuttora, un pugno allo stomaco dei romantici che considerano certe “istituzioni” intoccabili. Un simbolo dello sport del capoluogo cancellato.

A dispetto degli spazi angusti e vetusti, che nel recente passato avevano richiesto interventi d’urgenza per arginare le infiltrazioni dal tetto, il club fondato nel 1959 da Berardino De Carlo è legatissimo a quelle pareti, tanto che una recente visita per gli auguri natalizi dell’88enne maestro (ottavo dan) e presidente onorario ha commosso tutto l’ambiente: «Temo sia una delle ultime volte in cui vengo a trovarvi», il saluto ai dirigenti. Un po’ perché si muove poco, in ragione dell’età, ma soprattutto perché la palestra dalla prossima estate non esisterà più.

«Al momento non abbiamo opzioni, sul tavolo non c’è nulla», ammette sconfortato Alessandro Esposito, direttore tecnico Judo Treviso, «Ci siamo informati sull’ex Academy, in zona Terraglio: ci sarebbero però lavori e conseguenti costi. In Comune conoscono il caso, ma ragionano più sul domani che sull’oggi. E il nostro problema è urgente. Non accettiamo soluzioni di ripiego».

La prima sede coincise con la palestra Coni, poi nel ’66 avvenne il trasloco all’ex Gil in città giardino, per un curioso destino un altro spazio deputato allo sport successivamente riconvertito. Fu Berardino, classe 1929, fra i pionieri del judo in Italia, a individuare nell’ex acetificio a ridosso delle mura (un palazzo d’inizio Novecento) la soluzione idonea per far decollare una disciplina all’epoca ancora poco conosciuta. Correva il 1970 e, da quel momento, mute di trevigiani iniziarono a discutere di hippon e tatami. Difficile trovare qualcuno che, per vie dirette o indirette, non abbia avuto a che con la società attualmente presieduta da Enzo De Carlo, figlio del fondatore.

Soltanto oggi i tesserati sfiorano i 200, dai bimbi di quattro anni agli arzilli ottuagenari (autentico mito Ernesto Zanchi, classe ’38), ma il più efficace biglietto da visita è rappresentato dagli oltre 600 trofei raccolti nella nobile bacheca.

Celebrato il prestigio del club, inevitabile soffermarsi sui motivi del traumatico distacco. Il Judo Treviso, che occupa 400 mq della palazzina, ha pagato regolarmente l’affitto per decenni alle sorelle Dall’Anese, scomparse a distanza di pochi mesi due anni fa, entrambe a cavallo del secolo di vita. Non avendo figli, l’eredità è stata raccolta dai nipoti, che hanno fatto due conti e preferito vendere.

Nel marzo 2017 la proprietà è passata alla Tazio srl, che ha optato per un’inversione radicale, decidendo di realizzare appartamenti. Nell’ultimo decennio, parallelamente, hanno abbassato le saracinesche due storici negozi: l'ingrosso di caccia e pesca, un distributore di libri. Ultimo

a resistere il Judo Treviso, che avrebbe pure il contratto d’affitto a scadenza maggio 2019. Non c’è stato un vero e proprio sfratto, ma la proprietà, rendendosi pure disponibile al reperimento di una nuova sede, ha spedito un messaggio chiaro: a fine giugno, occorre sloggiare.
 

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