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Da Vittorio Veneto come Bikila: per 285 km l'ultramaratona da scalzi

Il vittoriese Ercole La Manna parteciperà alla staffetta di 48 ore Milano–Sanremo. Feel Free è l’unica squadra che correrà a piedi nudi, c’è anche il figlio di Terzani

VITTORIO VENETO. Nel 1960 Abebe Bikila vinceva la maratona olimpica di Roma dopo aver percorso 42,195 metri scalzo. Le scarpe dategli pochi giorni prima della gara erano scomode, spiegò.

Per Ercole La Manna, eccezion fatta per i risultati sportivi, la storia non è poi tanto diversa. Una vita da maratoneta non professionista e poi ecco scattare la scintilla per la corsa a piedi scalzi, la barefoot running. Pochi mesi di adattamento e poi la prima maratona senza scarpe. «Ma non fate come me, il passaggio deve essere graduale», spiega oggi. Vittoriese, 48 anni, impiegato in un’azienda metalmeccanica, iscritto alla Scuola di Maratona, a fine aprile si cimenterà in una vera e propria impresa. Con altri quattro colleghi scalzi percorrerà la Milano Sanremo, ultramaratona di 285 chilometri, da percorrere, a staffetta, in non più di due giorni. Sarà la prima squadra composta interamente da barefoot runner a percorrere l’ultramaratona.



La Manna con le scarpe ha già concluso diverse ultramaratone come la 100 km di Asolo. Alla Milano-Sanremo sarà accompagnato da Paola Coccato, Folco Terzani (il figlio del giornalista Tiziano Terzani), Sara Enge e Paola Corini. Tutti barefoot runner, tutti over40 e tutti vegani. Un record. D’altra parte in Italia i barefoot runner si stima non siano più di 200. La squadra per l’occasione di chiamerà Feel Free, e si distinguerà dalle altre anche perchè unirà alla competizione la solidarietà. In queste settimane i cinque hanno avviato una raccolta fondi per aiutare l'oasi “I Musicanti di Brema” di Serena Vecchio a Roccatederighi (Grosseto) e il rifugio “Capra Libera Tutti” di Massimo Manni a Nerola (Roma). Si tratta di strutture che si dedicano ad accogliere animali destinati alla morte, «da canili lager o da macelli per esempio. Tutte le raccolte solidali hanno pari dignità, noi abbiamo scelto gli ultimi degli ultimi; quelli che quasi nessuno aiuta». La raccolta fondi è articolata in più fasi: la prima già attiva è la vendita dei prodotti Feel Free disegnati da Silvia Colafrancesco sulla piattaforma etica e solidale Worth Wearing, a breve sarà inoltre avviata una raccolta di donazioni libere sul web.