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Da Treviso a Londra agli States: 9 partite in 13 giorni per il tifoso giramondo

TREVISO. Giuseppe Baseggio vola tra Londra e gli States per una vacanza indimenticabile Oltre 24 mila chilometri, 18 fusi orari, 32 ore in quota e cinquemila euro di spesa

TREVISO. Nove partite in tredici giorni, quasi 24.000 chilometri tra Italia, Londra e Stati Uniti attraverso 18 fusi orari e 32 ore di volo. Un modo decisamente alternativo di trascorrere le vacanze natalizie per Giuseppe Baseggio, 35 anni, originario di Casier, con una grande passione per calcio e basket.

Com’è nata l’idea del tour?

«A inizio settembre: avevo in mente già da un po’ di concedermi una vacanza che potesse unire i viaggi con la mia passione per gli eventi sportivi, in particolare calcio e basket. Così ho cominciato a guardare il calendario della Premier League e della Nba e ho stilato un calendario di massima. Da lì è stato tutto molto veloce, tra il 9 e il 10 settembre ho prenotato voli e hotel, mentre per i biglietti ci è voluto un po’ di più, ho preferito cercare l’occasione migliore a seconda del posto».

Sarà stato un salasso...

«In totale tra voli, hotel e biglietti ho speso poco meno di cinquemila euro, a cui si aggiunge vitto e trasferimenti. Il biglietto più caro è stato per Golden State-Cleveland di Natale, remake delle Finals dell’anno scorso: 400 euro per un posto nel primo anello. Ma ne è valsa la pena. In proporzione ho speso meno per i voli intercontinentali, grazie ad una compagnia low-cost scandinava che copre diverse tratte tra Londra e gli States. Una possibilità che dall’Italia non c’era».

Qualcuno ha protestato?

«In effetti mia madre ha avuto qualcosa da ridire, apostrofandomi con una tipica espressione dialettale veneta (di quattro lettere, ndr) e invitandomi a spendere i miei soldi in maniera diversa. Ma del resto ho 35 anni, non ho legami sentimentali, per cui se non lo faccio adesso...».

Un segreto per risparmiare sull’organizzazione ?

«Ho imparato l’arte di arrangiarmi, i numeri sono la mia grande passione e anche le nuove tecnologie. Con le applicazioni a disposizione, oggi è possibile risparmiare su tutto».

Ma Nba e Premier League valgono il prezzo del biglietto?

«Assolutamente sì, è vero che si paga tanto, ma in cambio il servizio è di prim’ordine. Bisogna anche specificare che i 400 euro per i due top team NbA sono un’eccezione, per vedere i Lakers o Miami si spendono poco meno di 150 euro, mentre per la Premier League la spesa oscilla tra i 70 e i 100 euro. Stadi e palazzetti sono spesso molto nuovi e all’avanguardia, il livello di sicurezza è molto alto e ci sono tutta una serie di attività commerciali di contorno che in Italia non si vedono. Dentro si respira un’aria di festa, la gente canta sempre e incita i propri giocatori. In passato sono stato a Liverpool a vedere i Reds e posso assicurare che sentir cantare dal vivo il loro inno, “You’ll never walk alone”, è qualcosa che ti entra sotto pelle, autentici brividi».

Quindi ha già visto partite della Premier League?

«Già da qualche anno, quando posso, vengo in Inghilterra ad assistere a partite del loro campionato. Ho una predilezione speciale per Manchester perchè mi piacciono molto sia Guardiola che Mourinho come allenatori, ma anche le formazioni di Londra sono speciali, tant’è che ho la tessera da tifoso per vedere Arsenal, Chelsea e, per l’occasione, anche West Ham. Voliamo oltreoceano nell’Nba. C’è un giocatore che le sta particolarmente a cuore? «Sì, Steph Curry. E’ il play di Golden State, un giocatore pazzesco, ma purtroppo è infortunato e non ha giocato. E’ un piccolo cruccio, ma i suoi compagni di squadra non sono da meno: Durant, Green, Thompson... Golden State può tranquillamente puntare a vincere l’anello. E mi piace molto anche Kawhi Leonard di San Antonio, un giocatore completo e fortissimo».

E se qualche volo dovesse ritardare?

«Ho cercato di organizzarmi per limitare il più possibile questo tipo di rischio. Ad esempio per la partita del 29 a Miami sarò un po’ stretto coi tempi, ma ci può stare. Le partite nella Nba durano anche più di tre ore e non sarebbe un dramma perdere il primo quarto». Troverà tempo per rilassarsi? «In effetti sarò quasi sempre in movimento, ma ho scelto degli hotel attrezzati con zone relax per potermi riposare in quei rari momenti che avrò per farlo. Oppure approfitterò del volo di rientro dagli States verso Londra, anche perchè trascorrerò il Capodanno in volo».

E col lavoro come ha fatto?

«Sono riuscito ad incastrare ferie e lavoro: la mattina del 3 gennaio, durante la seconda tappa a Londra, parteciperò a una riunione presso gli uffici della Kenwood, una delle società del gruppo De’ Longhi. Quando si dice unire l’utile al dilettevole». Che ricordo porterà a casa? «Viaggerò molto leggero, con solo un bagaglio a mano per evitare code in aeroporto, quindi non avrò molto spazio per i souvenir. Un piccolo sfizio che vorrei togliermi è la replica dell’anello Nba 2017. Poi conserverò i match program delle partite che vedrò: li colleziono tutti».

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