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Borsoi, il rallista d’Africa alla sfida Monaco-Dakar

Motori, il 47enne di Falzè di Piave è diventato campione italiano di Cross Country «Nel 2018 con il progetto del Team Collodel proveremo a difendere il titolo»

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA. Il 2017 non è stato certo un anno amaro per Elvis Borsoi, il pilota 47enne di Falzè di Piave che si è laureato per la prima volta campione italiano di Cross Country, la disciplina automobilistica che si disputa su strade generalmente sterrate nelle quali i piloti devono spremere al limite i loro fuoristrada. E Borsoi è uno che questo lo sa fare bene. Fin dai suoi esordi, nei primi anni Novanta, aveva dimostrato di saper andare davvero forte, tanto da piazzarsi fin da subito sul podio nelle prime gare a cui aveva partecipato. Gli ottimi risultati ottenuti nelle gare locali gli avevano fatto venire la voglia di fare il grande salto: nel 2006 finisce al settimo posto la micidiale Berlino-Breslau, una fra le gare più dure riservate ai piloti non professionisti. Dopo alcune gare nel Mondiale Cross Country, Borsoi torna in Italia con l’obiettivo di strappare il titolo assoluto alla Suzuki Gran Vitara di Lorenzo Codecà, il pilota brianzolo otto volte campione italiano.

Tenta l’impresa nei primi anni con una vettura privata, ma non riesce ad infastidire lo strapotere delle Suzuki ufficiali. «Allora abbiamo avviato il progetto del “Team Collodel 4x4”», dice. Borsoi acquista due Toyota Toyodell e parte deciso alla conquista dell’Italiano. Vince la prima gara, il Baja di Primavera, e si ripete nella seconda, quell’Italian Baja valevole anche per il Mondiale. È terzo a San Marino, ma subito rimette la barra dritta a va a vincere a L’Aquila, riprendendosi la prima posizione in classifica davanti a Lorenzo Codecà. Grazie al secondo posto ottenuto al Costa Smeralda (Sardegna), gara a cui Codecà non partecipa, è campione italiano per la prima volta in carriera, con una gara d’anticipo. La soddisfazione, per il pilota trevigiano, è stata enorme: finalmente i sacrifici venivano ripagati al meglio. Ma, subito dopo il titolo, Borsoi ha steso i programmi per il 2018: «Oggi partiremo per Menton e il 31 ci imbarcheremo per raggiungere l’Africa: gareggeremo nella Monaco-Dakar». La gara è mitica: ricalca il percorso compiuto dalla Parigi-Dakar prima che questa venisse portata in Sud America. Ma anche se la gara è molto blasonata, la Dakar “vera” resta il grande sogno di Elvis: «Ho provato tante volte a parteciparvi, ma il budget richiesto è davvero enorme: servono almeno 300 mila euro».

Il 2018 vedrà Borsoi impegnato nella difesa del titolo appena conquistato a bordo della sua Toyota Toyodell:
«Un’auto verrà affidata al giovane trevigiano Francesco Ceschin. Vorremmo schierarne anche una terza, ma stiamo definendo gli ultimi dettagli», dice. In pole per guidare la terza vettura trevigiana ci sono il 25enne modenese Andrea Dalmazzini e il pilota di Colfosco Mauro Trentin.

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