Quotidiani locali

Gli scatti della sua Nikon tra le leggende del rally

Massimo Bettiol è finito nel libro che celebra la marca di macchine fotografiche «Ho lasciato il posto alla De’ Longhi per seguire i motori in tutto il mondo»

CARBONERA. Da Mignagola alla conquista del mondo. È questa la parabola di Massimo Bettiol, fotografo automobilistico 47enne che da oltre un decennio frequenta in pianta stabile il Mondiale rally, fornendo fotografie mozzafiato alle scuderie ufficiali e alle riviste di settore. Di recente si è visto pubblicare una foto nel libro che celebra i 100 anni della Nikon, la marca di macchine fotografiche che usa da più di 20 anni. La passione per i motori c’è sempre stata: fin da bambino seguiva la Ferrari nella Formula 1 («il miglior ferrarista è Lauda, il più grande di tutti Senna», dice), ma i progetti del giovane Bettiol non prevedevano di guadagnarsi da vivere con la sua attuale professione.

«Mi sono appassionato dopo il 1996, quando con alcuni amici andai a vedere il mio primo rally. Era il Rally del Bellunese e volevo solo scattare alcune foto ricordo», racconta Bettiol. Ma quei primi scatti gli fecero scoprire una passione incontenibile, che lo portò a licenziarsi dalla De’ Longhi, dov’era un tecnico di laboratorio, per aprire nel 2001 il suo primo studio fotografico. «Ho iniziato dai matrimoni e dal 2002 mi sono occupato esclusivamente di motori». Le sue prime gare internazionali le aveva già fatte dal 2000: Montecarlo, Sanremo (allora valevole per il Mondiale) e qualche gara in Austria. Ma nel 2005 fece il grande balzo, ottenendo i pass permanenti per il Mondiale e il Campionato Italiano Rally: il suo nome era a buon diritto fra i grandi della fotografia sportiva. «Lavoravo per De’ Longhi convinto di poter realizzare lì il mio sogno, quello di girare il mondo. Mi sono dimesso perché non me lo facevano fare. Sono orgoglioso di averlo potuto fare solo grazie alle mie forze», dice Bettiol quando gli si chiede cosa preferisca del suo mestiere.

Il fotografo trevigiano ha davvero girato il mondo con la macchina fotografica a tracolla: è stato in Finlandia, Galles, Spagna, Messico, Argentina, Giordania, Giappone, Turchia… E proprio in Turchia, nel 2005, si ritrovò a vivere una situazione indimenticabile: «Camminavo da solo nella prova speciale, in attesa che iniziassero a passare i piloti del Mondiale. All’improvviso vidi una tenda di beduini in mezzo al nulla. La famiglia mi fece avvicinare e mi offrirono un tè che bevemmo seduti per terra, in mezzo allo sporco. Avevano pochissimo, ma erano felici di condividerlo con me. La loro semplicità mi colpì molto».

Quindici anni di carriera all’interno del Mondiale gli hanno permesso di conoscere tanti grandi campioni, dal nove volte campione del mondo Sebastien Loeb al campione del mondo in
carica Sebastien Ogier, passando per Petter Solberg e Carlos Sainz. Ma il pilota che gli è rimasto nel cuore è il 38enne inglese Kris Meeke, l’allievo prediletto da Colin McRae e oggi pilota ufficiale Citroen. «Kris? L’ho visto crescere dal 2007 a oggi. Gli sono particolarmente legato».

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista