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Nuoto. L'intervista a Margherita Panziera: «Federica mi ha abbracciata dopo il record»

Treviso. La primatista italiana dei 200 dorso in corta. «Ora gli Europei, la finale è alla mia portata»

TREVISO. Ha sorpreso più il primato italiano sui 200 dorso scippato alla Pellegrini da Margherita Panziera o il ritiro di Filippo Magnini? Dalle nostre parti, non ci sono dubbi: il momento topico degli Assoluti in corta di Riccione è coinciso con l’impresa della 22enne di Montebelluna, capace di rosicchiare 60/100 al limite detenuto dalla Divina. Exploit che rilancia Margherita in grande stile e che il magico mondo del web e dei social ha applaudito a colpi di “like” e condivisioni.

Quasi un’incoronazione virtuale, le lacrime a commuovere tutti. La sensazione che quel Tricolore sulla distanza prediletta possa rappresentare uno spartiacque nella carriera ancora giovane della dorsista dell’Aniene. Un crono che suggerisce a Margherita di puntare alla finale negli imminenti Europei in vasca piccola di Copenaghen (da mercoledì 13 a domenica 17). E, soprattutto, di guardare con altro piglio al prosieguo di carriera dopo le problematiche del 2016 e della prima metà 2017. La raggiungiamo al fisso di casa, s’è concessa una toccata e fuga in famiglia, prima di riabbracciare l’Aquaniene e rifinire la preparazione per la Danimarca. La voce è allegra, serena. Ogni tanto le scappa qualche risata. Non solo dai risultati, ma anche dalla favella pare la Panziera del 2015, quando a Kazan sorprese tutti con quella finale mondiale sfiorata al debutto. Un po’ come venerdì, quando nessuno s’aspettava, lei compresa, di superare il Mito nella graduatoria nazionale dei 200 a pancia in su. L’intervista consente di tracciarne un ritratto, uscendo pure dalla vasca: dal rapporto con la Pellegrini al moroso Simone Ruffini, passando per la Disney e l’amato cane Lilli.

Ma Margherita torna anche sui tormenti del 2016, soffermandosi sui virus che l’avevano debilitata prima delle selezioni per Rio.

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Margherita, s’è resa conto di cosa ha combinato?

«Superare Federica, per quanto sia stileliberista, è un onore. Mi ha fatto pure i complimenti, è venuta ad abbracciarmi. Il record mi ha stupito parecchio. Quel tempo non lo immaginavo proprio, solo ora sto realizzando».

Federica Pellegrini è stata (ed è tuttora) fonte d’ispirazione per migliaia di baby nuotatrici: pure per lei?

«Tutte siamo cresciute con il mito della Pellegrini. Ricordo bene, quando la guardavo in tv trionfare alle Olimpiadi di Pechino e ai Mondiali di Roma. Trovarci poi compagne all’Aniene è stata una bella soddisfazione. Non abbiamo un’amicizia stretta, ma siamo andate sempre d’accordo. Federica è una brava persona, impossibile litigarci. E per noi giovani ha sempre qualche consiglio».

Obiettivi per gli Europei in corta?

«Intanto confermare il crono di Riccione sarebbe gran cosa. La finale, nuotando quel tempo, è più che abbordabile. Vediamo che succede. Devo pensare a rimanere serena, cercando di fare il mio».

È risorta dopo due stagioni tribolate. La molla è scattata al Mondiale di Budapest?

«Qualificarmi per la rassegna iridata e il miglioramento in Ungheria del personale sui 200 dorso dopo due anni mi hanno dato un po’ di speranza. Come il best sui 100 limato nell’immediato all’Energy Standard a Roma. Risultati che hanno rappresentato un motivo in più per continuare ad allenarmi. La nuova stagione è partita con il piede giusto, poi si vedrà per la vasca da 50».

Che difficoltà aveva incontrato in precedenza?

«Di sicuro l’emotività aveva giocato il suo peso. A inizio 2016, non bastasse, mi ero presa pure mononucleosi e citomegalovirus. Non me ne ero accorta. Avevo fatto i test dopo le selezioni per Rio di aprile ed è emerso che li avevo avuti».

Prospettive per la lunga?

«Un passo alla volta. Prima pensiamo a chiudere l’anno. Poi andrò in vacanza e solo dopo ci penserò. Ad ogni modo, l’obiettivo sarà qualificarmi per gli Europei del prossimo agosto a Glasgow».

Come ha vissuto l’addio di Filippo Magnini?

«Che fosse indeciso lo sapevamo, un annuncio che però ha colpito tutti. Filippo è stato un grande atleta, era il più vecchio della Nazionale e il nostro capitano. L’assenza si sentirà. Se ha fatto questa scelta, evidentemente ha ritenuto fosse la più giusta. Sono contenta per lui».

Rimanendo in ambito maschile, lei è legata sentimentalmente al marchigiano Simone Ruffini, azzurro del nuoto di fondo: condividere un rapporto con chi frequenta lo stesso mondo, è servito per svoltare?

«Simone vive come me in foresteria all’Aquaniene, a Roma. Quando ho bisogno di un sostegno, c’è sempre. Mi ha aiutata nel percorso di crescita a livello di atleta. Ha vinto l’oro mondiale della 25 km nel 2015, quest’anno la Coppa del Mondo. Un atleta serissimo. Un esempio per me».

La notizia del primato italiano (e della Divina detronizzata) ha fruttato oltre 12mila condivisioni sul profilo Facebook della Tribuna: se l’aspettava?

«Davvero? Addirittura? Devo avere sorpreso un po’ tutti e non solo me stessa. Il bello è che non sono mai stata tanto social, anche se ultimamente sto cercando di esserlo un po’ di più. Facebook l’ho messo da parte, ma uso Instagram».

Sappiamo che le piace cantare: preferenze?

«Un tempo mi caricavo prima delle gare con Fedez. Ora ho cambiato: pop, un po’ di tutto. Resistono sempre le canzoni Disney».

Come proseguono gli studi in Economia?

«Mi mancano cinque esami alla laurea triennale, spero di finire per novembre 2018. Frequento Economia aziendale e Politiche dello sport a Roma. Ho studiato materie come Psicologia e Gestione dello Sport, Ordinamento sportivo, Diritto del lavoro nello sport. Mi intriga e poi m’iscriverò comunque alla magistrale».

A chi dedica l’exploit agli Assoluti?

«Devo ringraziare la famiglia, sono venuti pure a fare il tifo a Riccione. Mamma Stefania, papà Tiziano, la sorella Francesca. Hanno portato persino il cane, un meticcio di nome Lilli. Sì, c’entra “Lilli e il vagabondo”, la passione per la Disney torna sempre. Poi un pensiero al fidanzato Simone: mi sopporta sempre, mi tende una mano nei momenti di crisi. Senza scordare Aniene e Fiamme Oro: sono in prestito nel gruppo sportivo della Polizia da luglio e ora in staffetta gareggio per loro agli Assoluti».

Curiosità: dalle sue “stories” su Instagram emerge un certo apprezzamento per il sushi. Scontato il menù della cena per festeggiare il record italiano?

«Il sushi mi piace tantissimo, anche se Simone sarebbe più per la pasta alla carbonara. Dopo le gare è tappa obbligata, credo ci organizzeremo così per il prossimo weekend. Sono tornata a casa a Montebelluna un paio di giorni dopo due mesi, ma ho trovato il tempo per allenarmi comunque a Contea, dove sono cresciuta. Si riparte subito per Roma. Ora di nuovo sotto: incombe Copenaghen». 

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