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Dal Montello la battaglia per i velocisti

Modolo traccia gli ultimi chilometri: «Frazione che si chiuderà in volata, i big riposeranno prima dello Zoncolan»

NERVESA DELLA BATTAGLIA. La prima volta di Nervesa in rosa è un sogno inseguito per tre anni buoni. Un obiettivo cullato per coniugare passione e storia, il fermento ciclistico della Marca e il Centenario dalla Battaglia del Solstizio. L’idea di un sindaco che ha trovato sponda in Regione e concretezza ieri sera nella vernice agli studi Rai di “Che tempo che fa”: venerdì 18 maggio, il segmento numero 13 del Giro 2018 collegherà Ferrara a Nervesa (180 km).

Una frazione da velocisti, difficile pensare a sorprese. Improbabile che Panoramica e Santi Angeli possano creare grattacapi: inserite dopo il primo passaggio a Nervesa, le rampe del Montello offriranno anzitutto uno splendido biglietto da visita. L’aperitivo di un lungo weekend nordestino che porterà l’indomani sul Monte Zoncolan e domenica 20 a Sappada.

Il ritorno della magia rosa in provincia arriva a due anni dal traguardo di Asolo griffato Diego Ulissi (nel 2017, tutto s’esaurì in un passaggio nella Pordenone-Asiago). Il rinnovo di un amore sbocciato nel 1927 con il primo approdo a Treviso domato da Alfredo Binda. «Non vedo altra soluzione se non la volata», commenta il pro’ Sacha Modolo, che nei programmi 2018 dovrebbe avere il Giro, «Tappa per me? Preferirei finali più duri. Ma in queste tappe ci sono sempre stato, a parte l’ultimo Giro. E poi si passa pure vicino a casa, lì m'alleno spesso. Il Montello? Non farà selezione. Ormai su queste rampe tengono un po’ tutti». L’ipotesi fuga pare meno quotata: «Potrebbe andare pure in porto», ammette il 30enne di San Vendemiano, dal 2018 all’Ef-Drapac. «Ma la vedo difficile. Dipenderà da come si comporteranno le squadre dei velocisti, tenuto conto che quelle dei big preferiranno riposare in vista dello Zoncolan».

La Marca vanta una certa confidenza con i velocisti: restando solo all’ultimo lustro, Andrea Guardini s’esaltò a Vedelago nel 2012 e Mark Cavendish s’aggiudicò l’epilogo sotto il diluvio a Treviso nel 2013. Frazione che incluse nel finale il Montello, proprio come la tappa di Nervesa della Corsa Rosa numero 101.

Appuntamento, quest'ultimo, che riporterà alla memoria letteratura e Grande Guerra. Il circuito finale da circa 30 km lambirà il sacrario militare e il sacello dedicato a Francesco Baracca, ma consentirà pure di osservare le rovine dell’abbazia di Sant’Eustachio, monastero benedettino che vide Giovanni Della Casa comporre il Galateo. Non bastasse, a un tiro di schioppo dallo striscione di via Roma, si scorgerà
il Piave. Ciclismo significherà quel giorno adrenalina per le schermaglie in volata. Ciclismo è però anche avventura, viaggio nella cultura e nella storia. Il Giro come spot per ammirare e conoscere l’Italia. Nervesa, città medaglia d’oro al Merito Civile, godrà di una vetrina mondiale.

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