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A lezione di futuro dai big dell’atletica tra record e fair play

All’auditorium Prealpi medaglie, lacrime e rivincite Panetta e quell’aiuto a Lambruschini: «Lo rifarei ancora»

TARZO. Lezioni di futuro, tra sport e vita, ieri all’auditorium Prealpi di Tarzo. I grandi dell’atletica, da Francesco Panetta ad Alessandro Lambruschini, da Venanzio Ortis a Luciano Gigliotti, con il giovane rugbista Matteo Zanusso hanno coinvolto una folta platea di giovani, interessanti e attivi anche nel fare domande. Racconti di vita vissuta, storie di sport, non solo colorate d’oro, d’argento e di bronzo, come le medaglie conquistate, ma anche di cadute, rivincite, pianti, risate. E soprattutto di voglia di farcela. Tanti gli applausi, le risate, i momenti di riflessione durante l’incontro, intitolato proprio “Lezioni di futuro” e organizzato da Silca SpA. L’amministratore delegato, Stefano Zocca, ha accolto tutti insieme ai presidenti delle società sportive Silca, Atletica Silca Conegliano, Francesco Piccin e Silca Ultralite Vittorio Veneto, Aldo Zanetti.

Questi grandi campioni hanno “regalato” ai tanti giovani presenti, la loro storia. Come quella del calabrese Francesco Panetta, campione mondiale nel 1987 ed europeo nel 1990 nei 3000 siepi, che si è raccontato anche attraverso le pagine del suo libro “Io corro da solo”. Come quella del toscano Alessandro Lambruschini, che durante una caduta è stato “risollevato” proprio da Panetta per andare poi a vincere la gara che vale il titolo europeo nei 3000 siepi (in quel 1996 vinse anche il bronzo alle Olimpiadi di Atlanta). Proprio Panetta ha sottolineato come il suo gesto dovrebbe essere la normalità, che «in quel frangente tutti avrebbero fatto quello che ho fatto io, questa almeno dovrebbe essere la normalità della cultura sportiva».

Il piemontese Franco Arese, campione sportivo, oro continentale nei 1500 nel 1971, presidente della Fidal nazionale, dirigente aziendale, oggi chairman di Karhu Italia, in collegamento telefonico, ha ripercorso, come ha fatto nella sua biografia “Divieto di sosta”, ben più delle vittorie su pista in quell’epoca, tra gli anni ’60 e ’70, in cui l’atletica era davvero pionieristica. Il friulano Venanzio Ortis, oro europeo nel 1978 sui 5000, uno che alla fatica, anche quella dello sci di fondo, si è abituato fin da piccolo, con umiltà è arrivato a narrare, più che le sue di vittorie, quelle olimpiche (proprio nello sci di fondo) dei suoi cugini, Manuela e Giorgio Di Centa.

Di scoperte ne ha fatte invece Luciano Gigliotti, triestino trapiantato a Modena, che ha condotto alle vittorie olimpiche nella maratona Gelindo Bordin nel 1988 a Seul e Stefano Baldini nel 2004 ad Atene. Il “prof” Gigliotti ha raccontato la sua “ricerca” del talento (parlando con affetto anche della sua atleta, Maria Guida), duettando più volte, con simpatia ed ironia, con il genero Lambruschini (che ha anche allenato).

Di traguardi già raggiunti ma molti ancora davanti a sé ne ha invece il rugbista 24enne Matteo Zanusso, pilone del Benetton Rugby che nel 2016 ha provato l’emozione, immensa, della maglia della nazionale. «Sono molto felice di aver incontrato dei veri campioni e di averlo fatto insieme agli atleti delle nostre società sportive - commenta Stefano Zocca, amministratore delegato di Silca SpA – condividere con loro non solo le loro vittorie sul campo, ma anche giornate come questa
rappresenta per me al meglio il ruolo che Silca attribuisce ai valori dello sport. Ascoltare poi il racconto di questi protagonisti è un insegnamento importante per i nostri giovani, che possono prendere concretamente esempio da chi ha vinto non solo nello sport ma anche nella vita».

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