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La favola di McKinley, dal Benetton alla nazionale

Rugby. L’irlandese che aveva rischiato di smettere di giocare per un incidente, può indossare la maglia azzurra

TREVISO. Che gran bella persona è Ian McKinley, irlandese di Dublino, 28 anni il 4 dicembre, oltre ad essere un bravo giocatore. Una storia esemplare la sua, drammatica ma con il lieto fine, nota ormai a tutti, una carriera che simboleggia e spiega alla perfezione la grande forza d’animo di una persona che ha patito come lui un gravissimo incidente di gioco. Nel gennaio 2010, ad appena 21 anni, con la maglia del College Dublin, un tacchetto di un suo compagno gli entrò nel bulbo oculare sinistro, la cosa alla fine gli costò la perdita di un occhio. Per molto meno altri avrebbero cambiato mestiere, lui al contrario assorbì da quello sciagurato infortunio una tale energia e forza d’animo che, quando aveva l’occhio ancora al 50% della funzionalità, continuò a giocare, precisamente col Leinster in Pro 12 dal febbraio 2011. Purtroppo le condizioni dell‘organo peggiorarono rapidamente, fino alla sua perdita totale: allora Ian iniziò a fare l’allenatore all’under 16 del Leonorso Udine, ma il richiamo del campo era troppo forte per cercare di resistere: nel 2014 ricominciò da giocatore, sempre con Udine, utilizzando come protezione i famosi occhialoni Rugby Goggles, che erano appena stati approvati da World Rugby. Insomma, nel proprio settore, un pioniere. La sua carriera vede a questo punto la stagione col Viadana, 148 punti in 18 partite, la prestigiosa convocazione con i Barbarians, con i quali sconfisse 97-31 gli scozzesi dell’Heriot’s Rugby Club e quindi nel 2016 l’arrivo a Treviso, dove finora ha collezionato 32 presenze ma anche la maglia azzurra della Nazionale. La favola di McKinley è di quelle da raccontare davvero ai ragazzi che magari hanno la tendenza ad arrendersi alle prime difficoltà. E Ian con il suo Benetton sta avendo in questo periodo grandi soddisfazioni, l’ultima sono stati i cinque punti strappati ai Kings. «Direi che per noi è andata più che bene, abbiamo segnato quattro mete, le ultime due proprio nel finale» ha detto Ian a Eden TV «un successo che ci ha dato tanta gioia. Ho visto poi un gran pubblico, veramente incredibile, tutti noi giocatori vogliamo ringraziare i tifosi, per noi sono stati veramente importanti, ci hanno regalato una spinta in più, specie negli ultimi cinque minuti della partita».

Un bilancio di 3-3 con il quarto posto: ottimo no?

«Ah certo, anche perché abbiamo vinto anche in trasferta, a Edinburgh. Siamo soddisfatti ma anche consapevoli che la strada è molto lunga, dobbiamo continuare a lavorare».

Sei alla seconda stagione al Benetton: impressioni?

«C’è un bel gruppo, noi giocatori e tutto lo staff, stiamo lavorando bene assieme per creare una mentalità vincente. Poi, lo ripeto, ci sarà ancora tanto da fare».

La chicca è stata la tua convocazione in maglia azzurra.

«È il punto più alto della mia carriera, qui al Benetton mi sento davvero a casa mia e voglio ringraziare l’Italia per questa grande opportunità che mi ha concesso».

Sei da ammirare per il grande coraggio.

«L’incidente mi ha dimezzato la vista, dico grazie alla ditta che mi ha procurato gli occhiali. Ma anche così voglio sempre fare il massimo per la mia squadra, quando faccio bene il mio lavoro sono sempre contento».

Sabato
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«È un altro campionato, sarà dura: gli avversari sono i migliori dell'Inghilterra e della Francia, però noi andiamo là con tanta fiducia e per esprimere il meglio che possiamo».

Silvano Focarelli

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