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Urlo De’ Longhi: raffica di triple, Bergamo cede

Basket A2. Un Antonutti stellare (26 punti) guida TvB. Brown decolla al ferro, Musso è un cecchino

VILLORBA. Ci sarà da divertirsi. Chiariamoci subito: non ci potrà essere Bergamo a ogni allacciata di scarpe, e non si potrà chiudere sempre con il 55 per cento da tre (avete letto bene, 12-22), ma ciò che è certo, alla prima uscita della De’ Longhi di fronte al proprio pubblico, è che Pillastrini ha in mano un razzo in grado di volare sopra il ferro e una banda di cecchini che fiutano l’odore del sangue.

Treviso Basket trova la prima vittoria in campionato, e per quanto si vedrà sul parquet, alla fine, è ciò che conta. Quasi, visto che la squadra che tanto ha faticato nel precampionato e che ha già un conto aperto con l’infermeria (ieri il cerotto, quello vero, è stato messo allo zigomo sinistro di Imbrò) ha mostrato un Antonutti stellare, una cavalletta con l’elastico che risponde al nome di John Brown, e una serie di tiratori (Musso in primis) che sembrano in grado di montare un luna park con luci, dolciumi e musica assordante, da far passare le fiere di San Luca per un posto da educande.



Ieri, però, farà poco testo. Anche perchè Bergamo (ripescato per il caso Caserta) era senza Bergstedt, e quindi senza la potenza di fuoco sotto canestro. Buon per Pillastrini, che ritrova invece i centimetri con Bruttini, l’uomo in grado di spostare anche un frigorifero da solo. Eppure l’impatto con il Palaverde non è dei migliori (eufemismo): pronti via ed è 6-0 Bergamo, con la De’ Longhi a fallire i primi quattro tiri dalla media e Brown a presentarsi tre volte in lunetta, mettendone solo due. De Zardo trova posto in quintetto – a Fantinelli, com’e noto, non restava che presentarsi in borghese – con Imbro’ a menare le danze. Gli ospiti poggiano solo sulla fantasia di Solano e sulla concretezza di Cazzolato, trevigiano ed ex di turno (chiuderà con 20 punti a referto). È Antonutti a destare i suoi dal torpore con la prima retina mossa al Palaverde, Musso trova la strada del ferro e impatta sul 10-10 dopo 8’30. Entra Bruttini e mostra i chili giusti (dominio totale a rimbalzo per TvB), il gaucho scalda la mano e Sabatini non soffre per la caviglia malconcia.

Bene, ma non benissimo: Treviso fatica a sciogliersi, la difesa di Bergamo è soffocante. «Non ci accavalliamo», direbbe Biscardi, mentre Pillastrini smadonna a Sabatini per un paio di contropiedi gestiti male. La svolta a metà del secondo quarto, quando sul 22 pari la De’ Longhi decide di calare la saracinesca, e per Bergamo solo dolori: parzialone da 16-0, con un sussulto finale degli ospiti a limitare i danni (39-27). Nel mezzo si è visto il vero volto di Treviso, almeno nelle speranze dei quattromilasettecento del Palaverde: un Antonutti letale come la peste dall’arco (3/3 nel parziale, 17 punti solo nel primo tempo), Brown a godere degli inneschi di Sabatini e Musso e a trovare pure il gancetto del 27-22, con tre boati per altrettante affondate al ferro.



Nella ripresa il copione non cambia: la De’ Longhi esegue lo spartito senza sbavature e tempesta Bergamo di triple manco fossero i Warriors dell’Nba. Pilla riconferma De Zardo, ma il giovane non è in fiducia. Poco male, ci pensano Imbrò, il ballerino Antonutti, mr elastic Brown e ancora le triple dell’ex Pistoia a scavare il solco definitivo: in un amen si passa dal 42-31 al 51-33.

Antonutti che se va in panchina al primo fallo con la standing ovation del palazzetto - brividi - e 24 punti a referto. Gara già archiviata sul 69-40 al suono della terza sirena, così l’ultimo quarto diventa una mera formalità. Pillastrini trova minuti per Rota, Poser e Barbante, mentre Brown posterizza Fattori facendo ululare il palazzo (71-40). Resta un’ottima prova difensiva, con Negri a sporcare le linee di passagio, Musso sigillava la gara conclusa poi con i liberi di Imbrò (88-54). Con Jesi non sarà così facile.
 

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