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Karate: Ouattara è d’argento e di bronzo

Il trevigiano perde la finalissima e conquista il terzo gradino del podio nel kumite a squadre

VILLORBA. Si chiude il sipario sull’evento sportivo, ma di certo non sul karate di Marca. Ciò che questo secondo mondiale shotokan ospitato dal Palaverde lascia alla città e all’intera provincia è qualcosa di eccezionale. Un bagaglio che passa attraverso l’emozione di veder scendere sui tatami i trevigiani Caterina Dozzo e Abouba Konè alla soddisfazione - ed un pizzico di rammarico - per l’argento dell’altro trevigiano Francesco Ouattara, dagli occhi lucidi nella sfilata della cerimonia di apertura agli applausi e ai cori di sostegno a tutti gli azzurri. Dagli abbracci alla piccola delegazione messicana, ferita dal terremoto, all’inno di Mameli cantato all’unisono dal palazzetto di Villorba, fino ai segni di riconoscenza al maestro 10° Dan Hiroshi Shirai, riferimento assoluto dello shotokan mondiale e presente sabato e domenica alla manifestazione.

Nella mente e nel cuore dei quasi 9 mila spettatori passati per il Palaverde nella tre giorni, oltre ai mille atleti, resta davvero tanto. E dei 38 italiani convocati dai maestri Pasquale Acri e Silvio Campari, con il crescendo di successi dato ieri nelle sfide Seniores, oltre la metà tornano a casa con delle medaglie. Nell’ultima giornata, infatti, grazie alle otto medaglie conquistate tra kata e kumite, sia individuale che a squadre, la nostra delegazione è riuscita a salire di uno scalino la classifica del medagliere, concludendo dietro alle inossidabili compagini inglesi e russe. Per i nostri colori, in campo femminile, si passa dall’oro e dall’argento di Annalisa Casini e Giulia Gabrieli nel kata individuale all’oro nel kata a squadre (Giulia Gabrieli, Francesca Re, Annalisa Casini), a cui va aggiunto il bronzo nel kumite a squadre (Giulia Pisano, Alessandra Dell’Acqua, Martina Bocci, Carlotta Prete). Per i rappresentanti azzurri nelle categorie maschili, invece, il prestigioso oro nel kata a squadre (Alessandro Mezzena, Nicola Bianchi, Francesco Rocchetti), l’argento del trevigiano Ouattara nel kumite individuale e di Giuseppe Varcasia nel kata individuale ed il bronzo a pari merito nel kumite a squadre (Francesco Ouattara, Fabio e Matteo Cuscona, Stefano Zanovello e Francesco Tinelli).

Una giornata, quella di ieri al Palaverde, che ha segnato anche il passaggio di consegne tra Italia e Portogallo. Sarà infatti la città di Matosinhos a succedere a Treviso nell'organizzazione del mondiale del 2019, appena un anno prima di Tokio 2020, l'appuntamento olimpico che proclamerà - per la prima volta nella storia dello sport mondiale - il karate come sport olimpico. D'altronde i numeri parlano chiaro: 80 milioni di praticanti al mondo, di tutte le età. «Sono numeri straordinari» spiega Ofelio Michielan subito dopo i festeggiamenti della giornata «ma ciò che è più significativo è che solo il 5% di tutti i praticanti lo fa a livello agonistico, per tutti gli altri si tratta di una disciplina personale, svolta per il proprio benessere individuale. È questa la forza del karate, riesce ad arrivare a tutti, indistintamente». Ed è arrivato, in questi tre giorni come non mai, anche a Treviso.

E la città ha ripagato, dando il meglio di sé nel supporto agli azzurri, Francesco “Fiocco” Ouattara su tutti. La città si è allargata al mondo intero. Lo ha fatto grazie a "quell'universo karate", che è riuscito ad andare oltre lo sport. Un karate che, com'è nella sua natura, ha rotto barriere e divisioni, ha superato ignoranza o pregiudizi, raccontando storie di

amicizia, solidarietà e rispetto. Il tutto attraverso quell'agonismo sano che contraddistingue da sempre le discipline orientali. Treviso, il giorno dopo, ringrazia. Ringrazia soprattutto Caterina, Abouba e Francesco, "padroni di casa" dal cuore buono, che hanno fatto sognare.
 

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