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Anima e cinismo: un Benetton ritrovato

Rugby Pro 14, un mese dopo il ko con le Zebre ecco i nuovi leoni: Treviso è l’unica squadra a non aver perso introduzioni

TREVISO. Un mese fa, amichevole con le Zebre: il Benetton era una squadra incompiuta, senz’anima, incapace di segnare. Oggi, i leoni festeggiano il secondo scalpo illustre - Ospreys dopo Edimburgo - per di più consecutivo. Sono una squadra competitiva, con un’anima e una personalità prima ancora di ogni risorsa tecnica. Perchè non si vince , chiudendo il match sui 5 metri avversari, dopo aver difeso per un tempo intero, se non si ha una forza mentale ai limiti del sovrumano. Quando hai ancora 18 giocatori indisponibili, e invece di abbatterti alzi le prestazioni e il livello della performance

Dietro questa metamorfosi ci sono lavoro duro, alchimie, voglia di riscattare le ultime stagioni, intesa che cresce nelle situazioni dove un tempo si aprivano fragilità e cedimenti. «Sono felice», diceva Goosen l’altra sera, ebbro di gioa negli spogliatoi, «perché i ragazzi stanno crescendo, si aiutano in difesa, crescono nella consapevolezza. E tutto questo è importante per costruire una cultura vincente e riportare Treviso in alto in Europa. Tutto nasce dal lavoro in allenamento». Qualcosa è scattato - già nel finale con l’Ulster – e comprendiamo la gioia di Goosen, sul banco degli imputati negli ultimi tempi per una difesa perforata troppo spesso in giro per l’Europa. I numeri dicono tutto: in 3 match si sono incassati 44 punti.

Poi parla il campo. E’ un caso se la mischia di Treviso, dopo 4 giornate, è l’unica del torneo a non avere perso introduzioni? Se lo standard non cala con gli innesti della seconda prima linea dalla panchina rispetto alla testa di mischia titolare? Se la touche tiene dopo le incertezze di avvio stagione? Ma questo dei 23, adesso, per i leoni è un fatto compiuto. Tebaldi è entrato e ha ucciso la partita con il calcio tattico da 50 metri,

E poi c’è la difesa. 199 placcaggi , contro i 101 degli Ospreys (23 mancati, contro i 6 avversari). Gli 8 turnover (18 quelli gallesi) certo più pesanti, come la maul sterilizzata sulla linea nel momento peggiore. Ma quello che nemmeno le statistiche dicono è il sacrificio, il fiato che ha consentito di accorrere in aiuto del compagno, la capacità di reggere le percussioni, quasi mai retrocedendo. E i due placcaggi capitali in recupero su Giles e Tipuric.

Nessuna cifra promuove Treviso(26 placcaggi mancati contro 6), il possesso (34), il territorio (31%), i falli (10 contro 5, ma Treviso ne rivendica altri 3, che Clancy non ha fischiato). Ma si è vinto. Perchè nemmeno le cifre spiegano tutto, e anche fare 221 passaggi (contro i 76 di Treviso) possono non basare. E poi a ben guardare una cifra per Treviso c’è, oltre il tabellone: 1 meta a
0. Vuoi vedere che il Treviso di Crowley è diventata finalmente anche pragmatica e cinica? In attesa di vedere se i segnali di verve offensiva siano l’alba di un buongiorno, la riprova venerdì, con i migliori della classe, i Glasgow che hanno demolito anche Munster (37- 10). (a.p.)

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