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Codemo, colpo da maestro per la storia

Ciclismo. L’allievo di Cavaso si è aggiudicato la Coppa d’Oro e ha incoronato il suo diesse unico in Italia ad averla vinta due volte

CAVASO DEL TOMBA. Con un colpo da maestro Marco Codemo è entrato nella storia del ciclismo trevigiano. Il sedicenne di Cavaso del Tomba, alfiere del Valcavasia Junior team, domenica si è aggiudicato la cinquantesima edizione della competizione più prestigiosa per la categoria degli allievi: la Coppa d’Oro. La mitica gara, affrontata da 360 allievi provenienti da tutta Italia, a Borgo Valsugana ha incoronato proprio lui, Marco Codemo, studente al liceo scientifico scienze applicate di Valdobbiadene. Per Marco si tratta della ciliegina sulla torta di una stagione che per lui era già da incorniciare. Oltre alla Coppa d’Oro, infatti, il ragazzo diretto da Tiziano Pastro, uno dei due soli direttori sportivi italiani a conquistare per due volte la manifestazione, si era aggiudicato il campionato regionale a cronometro a Orsago e altre sei corse: il 26 marzo la 48ª Medaglia d’oro Val Lapisina a Vittorio Veneto, il 2 aprile la 42ª Coppa Dusevich ad Aldeno (Trento), il 23 aprile il 2° Gran premio Amici del Ciclismo a San Pietro in Cariano (Verona), il 30 aprile il 44° Gran premio Sportivi di Rubano (Padova), il 4 giugno la 35ª Coppa Città di Tavo (Padova) e il 25 giugno la 58ª Coppa Foen a Feltre (Belluno). Insomma: è andato proprio forte per tutta la stagione e su tutte le superfici. «La Coppa d’Oro l’avevo preparata bene, senza dubbio, ma non mi aspettavo di vincere la gara più importante della stagione per la mia categoria» ha ammesso Marco, cresciuto nel Valcavasia fin da G4 «Cerco sempre di attaccare, ho vinto sei volte per distacco in questa stagione. A me piacciono i ciclisti che attaccano, gli autori di gesta eroiche, quelle delle quali la gente poi si ricorda. Ho festeggiato con un brindisi con il sindaco di Cavaso del Tomba, il presidente Pasquale Sartor, il vice Lisa Gatto, ex élite e già mia allenatrice da esordiente, e tutti i dirigenti del Valcavasia». Ha i piedi per terra Codemo, che a gennaio passerà junior con la Pressix, ma alla partenza si è emozionato pure lui. «Un’emozione indescrivibile: è stato meraviglioso vedere tutti quei corridori. Un colpo d’occhio unico. Avevo capito subito che la fuga a sei sarebbe stata quella buona per cui ho fatto di tutto per controllarla. Poi ho fatto anche la mia parte per attaccare. Si attacca d’istinto, quando si sente il profumo della battaglia. Allora si va. Il ciclismo è il mio unico amore. È una passione che ho sempre avuto, non c’è stato un momento in cui è scoccata la scintilla». A chi avrà dedicato il successo più bello della sua ancora verde carriera? «Al direttore sportivo Tiziano Pastro e a tutta la squadra perché insieme
abbiamo costruito questo successo, poi alla mia famiglia senza la quale non si andrebbe da nessuna parte: papà Marino, mamma Debora e la mia sorellina Margherita che gioca a pallavolo». Marco Codemo, il diavoletto di Cavaso del Tomba, promette di divertirsi e divertici ancora a lungo.

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