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Tenni, fumata grigia: Treviso e Comune si riavvicinano

Calcio Treviso. Tra società e amministrazione reciproca volontà  di trovare una soluzione e iniziare una collaborazione

TREVISO. Dopo i tuoni e fulmini (metaforici) della settimana scorsa, nel cielo sopra il Tenni è tornato un po’ di sereno. Ma non è ancora tutto chiarita la faccenda dell’utilizzo e della gestione dello stadio cittadino: diciamo che l’incontro a Ca’ Sugana fra il sindaco Giovanni Manildo da una parte e la coppia Luca Visentin-Stefano Realini dall’altra, presidente e addetto ai rapporti istituzionali dell’ACD Treviso, ha certificato la reciproca volontà di trovare una soluzione ed iniziare una concreta collaborazione: le parti si rivedranno a tempo debito.

Bene, indubbiamente già un passo avanti, dopo che Visentin aveva minacciato che ieri mattina invece di cercare la soluzione del problema avrebbe consegnato la società al primo cittadino, perché lui le condizioni del bando non le avrebbe mai accettate.

Ma ora che sappiamo che si vuole lavorare assieme, in che modo si potrà trovare una soluzione ed iniziare una collaborazione? Non lo sa ancora nessuno. La polemica come si sa è nata dal bando, per vincerlo c‘è tempo fino al 4 ottobre: il Treviso dice che investirci 250 mila euro in 5 anni è improponibile, ed altri in grado di sostenere certe spese non se ne vedono.

Quindi, poiché il bando non può essere modificato, è molto probabile che il 4 in Comune non ci sia alcuna busta da aprire: a quel punto che succede? «Succede che il bando, anzi io lo chiamo avviso pubblico, decade, il Comune lo ritira e vara una convenzione provvisoria da ottobre a giugno (la dovrà approvare la giunta ndr), per intenderci come quella che a febbraio consegnò il Tenni fino ad agosto alle quattro società giovanili» spiega Realini «io dico che è un bene che i toni si siano smorzati, però vorremmo anche capire il da farsi. Ci siamo presi tutti qualche giorno di tempo, il sindaco intanto sentirà i suoi uffici tecnici».

Manildo parla anche di una «sinergia con le realtà di calcio giovanile del nostro territorio». «Io gliel’ho detto: vorremmo capire in questa storia quale ruolo potrebbero avere Condor, Indomita, Academy e Santa Bona. L’ACD Treviso non fa sociale, ma un settore giovanile ce l’ha già costruito partendo da zero, una 60ina di ragazzi partendo da zero, vivaio che ci costa 80 mila euro l’anno, di cui solo 20 mila sono coperti dalle quote. Alle quattro società possiamo garantire che non portiamo via nessun giovane poi, ce ne fosse qualcuno di interessante, lo potremmo gestire noi dando il premio di preparazione».

Torniamo allo stadio: affittarlo per una partita costa 550 euro. «Da 8 anni lì nessuno aveva mai fatto lavori, abbiamo iniziato a pensarci noi: ora chiederemo agli uffici comunali di poter curare il terreno mercoledì, giorno

in cui non dovrebbe piovere. Entro domenica ci sono diverse cose da sistemare, il bar da aprire ecc. Inoltre il 18 arriva una ditta specializzata in manutenzione, ovviamente pagata da noi. Abbiamo saputo solo ora che il 7 ottobre al Tenni giocherà la nazionale magistrati...».
 

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