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Froome sulla F10 Pinarello entra nella storia della bici

L’azienda trevigiana celebra la doppietta Tour-Vuelta Fausto: «Chris vuole venire a vincere il Giro d’Italia»

TREVISO. Bianco-rosso e verde. È il tricolore di Chris Froome che sventola a Madrid grazie al successo del fuoriclasse del Team Sky che ha vinto la Vuelta di Spagna. Rossa è la maglia di leader, bianca quella della combinata, verde della classifica a punti che ha strappato proprio nell’ultima frazione a Matteo Trentin, vincitore di quattro tappe. Froome, con la doppietta Tour de France-Vuelta di Spagna - è entrato nel ristretto libro della storia del pedale raggiungendo grazie al mirabile traguardo Anquetil e Hinault. Il sudafricano bianco ha tirato la volata alla Cicli Pinarello di Treviso che ha firmato i due prestigiosi traguardi con la F10 Dogma, l’ultimo gioiello dell’azienda amministrata da Fausto Pinarello che alla vigilia dell’ultima frazione terminata a Madrid, ha consegnato e rifinito personalmente il telaio rosso della F10 a Chris Froome, così come aveva fatto a Parigi in occasione della passerella finale per la maglia gialla. Un’apoteosi per la Cicli Pinarello che nella storia iniziata da Giovanni Pinarello (scomparso il 4 settembre 2014, ndr), ha collezionato la bellezza di 25 grandi corse a tappe: 13 Tour de France - record assoluto al mondo tra i produttori di biciclette - 5 Giri d’Italia e 7 Vuelta di Spagna. Un bottino difficile da raggiungere. «Froome ci ha ha regalato una grande emozione» afferma Fausto Pinarello al suo rientro in Italia dopo la festa madrilena per la vittoria alla Vuelta del suo pupillo davanti a Vincenzo Nibali «Chris è stato stupefacente. Nell’ultima tappa si è impegnato nella volata finale per conquistare i punti necessari per vincere la maglia verde a punteggio. Mi spiace per Trentin, ma in ballo c’è anche la classifica finale del World Tour che vede in testa il Team Sky proprio davanti alla Quick Step di Trentin».

Froome ha corso da Cannibale?

«Ha corso per vincere, il fair play è stato non andare a riprendere Contador nella tappa dell’Angliru, dove Alberto ha celebrato la sua splendida carriera davanti al suo pubblico».

Così Froome e la Cicli Pinarello sono entrati nella storia?

«Tour e Vuelta nello stesso anno sono un’impresa che solo tre fuoriclasse del pedale sono riusciti a realizzare. Chris ha avuto il merito di raggiungere il picco di forma proprio a cavallo tra le corse a tappe francese e spagnola. È stato grande, ma ricordiamoci che la squadra ha svolto un gran lavoro. Guardate Moscon. Non sa nemmeno lui quant’è forte».

Più forte Froome o Indurain?

«Due atleti completamente diversi come modo di correre. Froome va meglio in salita, Indurain è stato il re a cronometro. Ora quelle tappe contro il tempo di 60-80 chilometri alle corse a tappe non si corrono più. Gli atleti andrebbero su tutte le furie. Miguelon che in salita non andava piano, era lì che scavava un solco incolmabile. Ma entrambi hanno due grandi motori».

Tour e Vuelta, alla Sky e a Froome manca solo il Giro d’Italia. A quando l’evento?

«Froome punta a vincere il quinto Giro di Francia per entrare nell’élite dei grandi giri. Ma prima di smettere vuole indossare anche la maglia rosa».

Il prossimo anno lo vedremo al via della Corsa Rosa?

«C’è il 50 per cento di possibilità».

Ora il Mondiale?

«Domenica
c’è la crono a squadre della Sky con Froome, Moscon e Kwiatkowski che correranno la prova individuale. Ma questa per la Cicli Pinarello è un’annata con i fiocchi: il tricolore élite di Milani, i successi dello junior Mazzucco sono le ciliegine sulla torta».

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