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Farra di Soligo, De Conto ancora campione del mondo di kart

Il driver di Farra di Soligo detta legge per il secondo anno consecutivo: «Costretto a rimontare, non mi sono mai demoralizzato»

FARRA DI SOLIGO. «È competizione, mettersi in gioco, limare decimi, confronto continuo fra te e il meccanico. Ed è più veloce, imprevedibile della Formula Uno. La gara dura venti minuti, puoi vincere partendo anche dietro, non sono sempre i soliti a dettare legge».

A parte Paolo De Conto. Che dopo l’Europeo, conquista il secondo Mondiale di fila (categoria KZ, la 125 con il cambio). Un faro, ormai un’icona del karting. A 25 anni, s’è costruito un palmarès strepitoso (brillano altri due Europei) e non vede l’ora di migliorarlo: «Il prossimo anno punterò a confermarmi. Prima però m’attendono due gare ad invito: il 15 ottobre in Australia, il 17 novembre a Las Vegas», racconta Paolo. Che è sul kart da 20 anni e domenica sui 30 km del circuito di Wackersdorf (Germania) ha toccato il cielo con un dito.

Non è mai facile ritrovarsi sul tetto del mondo a distanza di 12 mesi. A maggior ragione, se l’avvicinamento non è stato dei migliori. «Dopo le qualifiche, avevo solo il 13° tempo», spiega il 25enne di Soligo, che nella gara decisiva s’è lasciato dietro il francese Anthony Abbasse per 337/1000, «C’era traffico, ho aspettato prima di entrare, ma ormai era tardi per fare il giro buono. Così nelle manche ho dovuto recuperare: quarto nella prima, vittoria nella seconda, terzo nell’ultima. Poi in finale sono partito dalla quarta posizione: una bella rimonta, considerando com'ero preso venerdì. Non mi sono però mai demoralizzato, ho sempre avuto la consapevolezza di poter vincere».

La forza della personalità gli ha regalato la gloria: «Non sono mai stato teso, non ho avvertito la pressione. Il Mondiale è la gara dell’anno: o vinci, o perdi. Da un anno e mezzo, però, va tutto bene. E domenica non poteva andare altrimenti». Un capolavoro che ha una genesi precisa: «Il salto di qualità per il nostro team, la Crg di Lonato del Garda, è arrivato nel luglio dello scorso anno con il cambiamento del motore. Ci siamo affidati alla Tm di Pesaro, che s’occupa pure di motociclismo: da quel momento, non ho mai fatto peggio del terzo posto». Un cammino trionfale che merita qualche giorno di festa.

«Per ora resto a Lonato, dove ora vivo», prosegue, «Quando avrò un po’ di tempo, farò rientro a Soligo. So che in paese campeggiano striscioni già da domenica: ci ha pensato mamma Lucia, è ormai specializzata». Sulle dediche, come in pista, ha le idee chiare: «Il pensiero è per il team, meccanico, famiglia. Con il meccanico, nello specifico, il rapporto è importante. Serve massima fiducia, deve trasmetterti serenità e tranquillità». Fra le figure decisive nell’escalation di Paolo. Che a 25 anni ha realizzato il sogno del doppio titolo mondiale, ma nel cassetto ne tiene ben riposto un altro: «La Formula Uno». Intanto l’attende un 2018 pregno di nuove sfide. Un quarto Europeo da azzannare, un terzo Mondiale per abbellire il già scintillante palmarès.
 

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