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Nuoto, la caimana del Piave sul tetto del Mondo

Barbara Pozzobon strappa la Coppa in una Capri-Napoli sconvolta dal mar mosso: «Vittoria che mi ripaga di tanti sforzi»

MASERADA SUL PIAVE. Stoica, eroica, inscalfibile. Leggenda in una giornata da tregenda. Perché tutto pareva girarle contro, ma ha saputo reagire con la forza d’animo che è solo delle campionesse. Perché stomaco in subbuglio e percorso stravolto potevano piegare chiunque, ma non la ragazza della porta accanto che dà del tu alle onde. Segnatevi ora e data, le 19.30 di domenica 3 settembre: Barbara Pozzobon tocca quarta alla Capri-Napoli e conquista la Coppa del Mondo di gran fondo, la caimana del Piave ha alzato l’asticella e da ieri nulla sarà più come prima. Barbara è diventato nome di primo piano, sarà riferimento azzurro per tanti anni. I grandi appuntamenti, i grandi traguardi l’aspettano. Immaginate l’impresa nel Golfo partenopeo come la nascita di una nuova stella.



Il più bel quarto posto di sempre. La 23enne di Maserada riesce ad elevare il peggior piazzamento nel circuito a gioia più bella. Prodigio reso possibile dalla posizione di privilegio, che la vittoria di 15 giorni fa alla Ohrid Marathon, seconda stagionale nel Grand Prix dopo lo scalpo della Sante Fé-Coronda, le aveva garantito: Barbara (4h17’47”) argina l’ex diretta inseguitrice Martina Grimaldi, che le era davanti fino al quarto giro e poi crollerà, e non deve curarsi del secondo posto di Alice Franco (4h09’16”), che già accusava un pesante dazio (terza, ma fuori dai giochi, Ilaria Raimondi). La graduatoria da cerchiare all’infinito vede la fondista della Hydros Natatorium trionfare con 56 punti, lasciando la piemontese a quota 49. Il successo parziale è andato alla favorita brasiliana Ana Cunha (3h58’43”), oro ai Mondiali di Budapest. Fra i maschi, sigillo di Matteo Furlan, argento iridato a fine luglio. «È stata una stagione bellissima», le prime parole dell’allieva di Barbara Bertelli, «Ho ottenuto grandi risultati e avrei voluto partecipare al Mondiale. Va bene così, in questo finale di stagione non ero in grande condizione. Questi risultati mi ripagano di tanti sforzi e tante ore di allenamento».

L’avvicinamento da incubo. Barbara ha dovuto lottare con le onde, il mal di mare, un percorso accorciato che non la favoriva. Un’Odissea, una fatica omerica. Timore e incertezza era vocaboli che tenevano banco fin dalla vigilia: sabato aveva fatto burrasca a Capri (persino con allagamenti in città), le previsioni della domenica ponevano l’accento sul pericolo del mare mosso. Mosso come ieri mattina, tuttavia, forse gli organizzatori non se l’attendevano. Onde alte più di due metri. Impossibile gareggiare, c'è il niet della capitaneria di porto. Si decide prima per lo slittamento alle 11 (dalle 10.15), poi per il trasloco a Posillipo, già sede designata per l’arrivo. Sparisce la Capri-Napoli da 36 km, si opta per una Napoli-Napoli in circuito: otto tornate sotto costa da 2.000 metri nel triangolo disegnato dinanzi a Mergellina, 16 km totali. La partenza è posticipata alle 15.10, ma la fondista di Maserada deve fare i conti con le bizze dello stomaco: raggiungere e tornare in aliscafo da Capri è di solito una goduria, stavolta però il mare agitato mette a dura prova parecchi atleti. Barbara stessa sta male, poi in gara il problema si ripresenta, tanto che al secondo giro deve affidarsi alle pastiglie. Per fortuna c’è il sole, le onde sono più gestibili, ma nell’ultima ora s'alza il vento. Il peggio però è passato, resta la gloria.



Maserada in trasferta. C’erano famiglia e compaesani, pure la sindaca Anna Sozza. Altri hanno trepidato su Facebook. La sorpresa? Magliette personalizzate “La caimana del Piave”. Il marchio con cui s'è scoperta campionessa.
 

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