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Giro, la maglia ciclamino è di Segafredo

Ciclismo. Nel Centenario cambia colore uno dei simboli della Corsa Rosa grazie all’azienda trevigiana di Massimo Zanetti

TREVISO. Profumerà di aroma trevigiano la maglia ciclamino del Giro d’Italia. In occasione della centesima edizione, infatti, è stato annunciato il ritorno del colore ciclamino sulla casacca che caratterizzerà il leader della classifica a punti. Altra lieta sorpresa è la sponsorizzazione della maglia affidata alla Segafredo Zanetti, azienda leader mondiale del caffè espresso con sede a Casale sul Sile. La Segafredo Zanetti era già presente nel ciclismo in più forme, la più nota delle quali è la sponsorizzazione del team professionistico Trek (battente bandiera Usa, verso cui è diretto il 50% delle esportazioni dell’azienda), e, ultima in ordine di tempo, quella della Gran fondo Città di Asolo. Un abbinamento fra l’azienda trevigiana e le due ruote che si rafforza, insomma, anzi, si sviluppa ai massimi livelli vista la popolarità del Giro d’Italia e il conseguente ritorno d’immagine per il caffè di Marca. Del resto il legame fra Massimo Zanetti, titolare dell’azienda che dà lavoro a 3 mila dipendenti sparsi in 50 Paesi diversi, viene da lontano come ha spiegato lo stesso patron alla Gazzetta dello Sport. «La mia è la provincia più rosea d’Italia» ha puntualizzato sulle pagine della rosea «Per il Giro ho un ricordo forte negli anni Cinquanta. Andai con mio papà a Quarto d’Altino a veder passare la corsa. Mi indicò Coppi che aveva due gambone lunghissime. E subito dietro c’era il vecchio Bartali. Poi ho molto amato Felice Gimondi, fuoriclasse di tenacia, e ho tifato anche per Bitossi. Spero che questa volta la maglia ciclamino la vinca il nostro Nizzolo, che si sta riprendendo bene». Zanetti, che in gioventù ha giocato a calcio e a tennis (quarto classificato a un campionato italiano) e ha praticato boxe, ha pure garantito di avere accettato di sostenere la classifica a punti su suggerimento dell’amico editore e pubblicitario Urbano Cairo. «Non ho fatto fatica ad accettare perché il ciclismo ci sta regalando emozioni e popolarità sorprendenti e la maglia ciclamino è un simbolo che piace. Il ciclismo è tradizione. Nel mondo è uno sport emergente. Essere su quella maglia per noi è un onore e una gioia». Il ciclamino ha tinto la maglia della classifica a punti dal 1970 al 2009, premiando il fior

fiore dei campioni, da Francesco Moser e Giuseppe Saronni, da Mario Cipollini a Roger de Vlaeminck e Johan van der Velde, senza dimenticare i vari Gilberto Simoni, Paolo Bettini, Alessandro Petacchi, Gianni Motta, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Tony Rominger e il “cannibale” Eddy Merckx.

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