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Dalla sagra allo scudetto: Codognè, favola dodgeball

La squadra che si ispira al film con Ben Stiller ha conquistato il titolo femminile. L’allenatore Cais: «Molte atlete sono over 40, l’esperienza ha avuto la meglio»

Tutto cominciò otto anni fa da una sagra, a Francenigo. La passione di un gruppo di amici, che s'ispira a un noto film datato 2004 con Vince Vaughn e Ben Stiller. Fra il calciotto e la corsa con i sacchi, fra band strimpellanti e immancabili grigliate, ecco irrompere il dodgeball. Il divertimento di qualche sera d'estate, l'inedito svago fra paesani. Che però poi si trasformerà in progetto, diventerà società e squadra, campionato e scudetto. Perché il Codognè, questa la località che ha preso a cuore la "palla schivata", si è appena regalata il titolo italiano femminile. «Possono giocare tutti», racconta l'allenatore Piero Cais, «Buona parte delle nostre atlete è over 40, ma hanno saputo tenere testa ad avversarie giovanissime. Sì, è questa trasversalità a fare la differenza. E la maggiore esperienza ci ha sicuramente aiutato».

Chiunque ha provato da piccolo "palla avvelenata". In qualche oratorio, magari la chiamavano "palla prigioniera". «Chi non l'ha scoperta alle medie?», incalza Cais. Il dodgeball ne rappresenta l'evoluzione in senso agonistico. Più radicato negli Stati Uniti, decisamente meno conosciuto in Europa. Eppure esistono già competizioni per nazionali e ogni anno in Italia viene assegnato un doppio tricolore. Rientra nel Csi, la grande famiglia degli enti di promozione. E se fra i maschi Codognè s'è dovuto accontentare del sesto posto, viceversa le Lady Lions hanno portato per la prima volta il titolo in Veneto, esultando alla terza partecipazione. Un atteso passo avanti, dopo il secondo gradino 2016.

E la fine di una dittatura: l'Emilia Romagna - c'entreranno le spiagge? - coincide con il feudo italiano della disciplina. Il campionato le ha viste spadroneggiare con 11 vittorie su 12 partite. Una macchina da guerra che ha spianato agevolmente un torneo articolato in tre giornate ed esteso ad altre quattro compagini: Ravenna, Lugo, Bologna e Lucca. Anima è Wanda Forest, vicepresidente e pure giocatrice. Otto pallavoliste sui generis che non hanno dimenticato i bei tempi delle medie, un gioco che fa tornare più piccoli. Tanto che atlete già negli "anta" vanno a braccetto con la 16enne Silvia Tomé e la 23enne Gemma Tomasella. Completano la truppa Carmen De Martin, Vanessa Toffoli, Elisa Pradel, Luisa Fracassi e Larissa Seica.

A proposito: cinque del Codogné sono nel giro azzurro e hanno "schivato" all'Europeo. La società non si limita

però alle prime squadre, tanto che il reclutamento è già in atto alle medie: «Ne abbiamo 20 in quella fascia d'età, in totale siamo una cinquantina. Speriamo prenda piede». A tale scopo, il 2 giugno, organizzeranno un torneo a Orsago. Ci saranno pure toscani e romagnoli. Il gotha del dodgeball.

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