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Ciclismo, fulmine Calderaro alla Popolarissima

Il padovano è il re dei velocisti nella prima internazionale

TREVISO. La prima Popolarissima internazionale è la fotocopia della Milano-Sanremo del giorno prima. Un solo episodio. Decisivo. Così come Peter Sagan con uno scatto secco si è scrollato di dosso il gruppone sul Poggio portandosi appresso solo Kwiatkowski e Alaphilippe, Filippo Calderaro si è laureato re del velocisti sul prestigioso traguardo di Treviso. Uno sprint regale confezionato dalla Zalf Euromobil Désirée Fior, che ha dato una lezione di organizzazione al resto delle quotatissime formazioni al via della regina delle classiche di primavera, fiore all’occhielllo della Uc Trevigiani di Ettore Renato Barzi. Lungo il rettilineo finale delle mura trevigiane, il treno biancorossoverde si è messo a viaggiare a velocità impressionante. Metro dopo metro Bresciani (non in perfette condizioni per l’attacco influenzale), l’ex tricolore Milani, Rocchi, Viero, Marchetti, Pascotto e, infine, Bevilacqua, hanno mulinato i pedali fino a portare Calderaro al sicuro per lanciare la volata vincente. Filippo non si è lasciato pregare e ha aperto il gas al momento giusto tagliando la fettuccia bianca senza problemi.

Filippo Calderaro è nato il 9 maggio 1996 e vive a Fontaniva, figlio unico, con mamma e papà in pensione. Il ragazzo è sveglio e ha già pensato al futuro anche se la bicicletta non gli assicurerà lo stipendio: si è diplomato geometra all’istituto Girardi di Cittadella. In sella ha cominciato a pedalare dalle categorie dei giovanissimi cogliendo vittorie ogni stagione. Da tre anni corre tra i dilettanti e, con quella di ieri, è arrivato a quota tre successi. La provincia di Treviso gli porta fortuna, perché due anni fa Calderaro a Santa Maria del Piave ha vinto la prima gara dell’anno al suo esordio tra i dilettanti. Dopo aver lasciato la General Store il velocista di Fontaniva è passato alla Zalf, l’università del ciclismo, che ieri ha ripagato con una vittoria da bacheca. La formazione di Salvarosa di Castelfranco ha così centrato il terzo successo dell’anno a una sola vittoria di distanza dai rivali della Colpack Marchiol che ieri hanno piazzato al terzo posto Leonardo Bonifazio (auguri, oggi compie 26 anni, ndr) ligure di Capo Berta, fratello del professionista Nicolò. Primo dei battuti Damiano Cima da Lonato, uno che dal cognome ha molto da spartire con l’artista trevigiano.

La prima Popolarissima internazionale ha visto allineati 199 ragazzi di 28 squadre, tra le quali la professional Wilier Triestina-Selle Italia guidata in ammiraglia dall’ex professionista Luca Scinto: settimo Liam Bertazzo, già secondo nel 2014 con la Trevigiani dietro a Nicolas Marini della Zalf. Via come il vento fino al suono della campana con l’attacco di Cristofaletti, Polivoda e Meris, che però si stacca. Una manciata di secondi bastano per la gloria. Poi prendono in mano la situazione le squadre dei velocisti che pigiano a tutta sui pedali per accaparrarsi un successo che vale. Nei pressi dell’arrivo il colpo di scena che scompagina le gerarchie del gruppo: giù per terra una trentina di ragazzi, tra i quali il padovano Filippo Fortin, uno dei favoriti. La Colpack Marchiol che aveva il compito di lavorare per Fortin, lascia da solo Bonifazio, mentre la Zalf resta compatta e sprigiona watt che contano per il volatone. Milani dipinge l’ultima curva, Simone Bevilacqua primo a Mareno di Piave due settimane fa, è l’ultimo degli apripista della formazione dei fratelli Lucchetta ed Egidio Fior. Calderaro ha già la freccia nell’arco, la scaglia e non fallisce il bersaglio.

La Zalf torna al successo dopo tre anni, il terzo in tredici stagioni (Geremia primo nel 2004). Brinda anche la Cicli Pinarello che, il giorno dopo, sul traguardo di casa bissa lo strepitoso successo alla Milano-Sanremo con la prima Popolarissima internazionale. Due storiche vittorie.

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