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Sport e curiosità: Vian, era majorette ora vince in pista. Zanatta, via a nuoto

Atletica. I campioni che hanno iniziato con uno sport diverso. Scardanzan aveva cominciato con la ginnastica artistica

VITTORIO VENETO. Hanno iniziato la loro giovane carriera con medaglie tricolori e finali nazionali. Ma non nel loro sport. O meglio, nel loro sport di prima. Visto che oggi sono saliti alla ribalta delle cronache per il titolo di campione nazionale conquistato in atletica leggera, sessione indoor. Loro sono Jacopo Zanatta, campione italiano di eptathlon promesse, argento assoluto e bronzo nel salto in alto promesse e Virginia Scardanzan, campionessa italiana di salto con l'asta juniores. I due, che vantano altre medaglie d'oro, d'argento e bronzi agli italiani di categoria negli anni passati, sono portacolori di Silca Ultralite Vittorio Veneto e Atletica Silca Conegliano. La compagna di squadra Irene Vian, vicecampionessa italiana nei 1.500 promesse, ha un passato ancora più curioso: prima di dedicarsi alla corsa ha fatto la majorette. Per la gioia dei loro presidenti, Aldo Zanetti e Francesco Piccin, hanno abbandonato gli sport di prima. E vivono oggi un presente a tutta atletica.

Gli esordi. Zanatta. Il mio primo approccio con lo sport è avvenuto tramite il nuoto, praticato dai 4 ai 10 anni. Ho concluso questa breve "carriera" con un secondo posto ai campionati italiani di categoria nella specialità dei 50 metri dorso. A fine estate dovevo fare una scelta tra continuare nuoto con l'agonismo, oppure scegliere l'atletica, iniziata all’età di 8 anni. Scelsi quest'ultima, non senza qualche piccolo rammarico. Da allora le piste, in particolare quella di Ponzano Veneto, sono diventate la mia seconda casa.

Scardanzan. In famiglia da parte di mia mamma hanno tutti sempre praticato ginnastica artistica, mentre mio papà era in squadra nazionale di discesa libera. Dall'età di 5 anni fino a 13 anni ho praticato ginnastica artistica. Ero in serie A e atleta di interesse nazionale. Mi piaceva molto. Ho iniziato a conoscere l'atletica guardando le gare internazionali alla televisione e appena smesso ginnastica l'ho provata. Diverse ex ginnaste che conoscevano si erano date all'asta così ho deciso di provarla, me ne sono innamorata subito.

Vian. Dalla prima elementare fino alla prima media ho fatto la majorette, non è uno sport, non ci sono competizioni, ma manifestazioni. In prima media ho partecipato alla campestre della scuola e ho vinto. Sono stata mandata alla professoressa ad allenarmi con chi praticava atletica e poi ho vinto la finale provinciale. Da allora credo di non aver perso più di due allenamenti di fila.

Chi sono. Z. Mi alleno due volte al giorno per sei giorni la settimana, visto che preparare 10 specialità richiede molto tempo. Quando non mi alleno, invece, aiuto mio padre nel lavoro. S. Nella vita sono la studentessa in quinta liceo scientifico agli Abruzzi di Treviso. V. Studio medicina a Padova e alleno i ragazzini a Noale.

Le emozioni. Z. Sei sempre in sfida con te stesso, cerchi di superare i tuoi limiti ed alzare ogni volta l'asticella di difficoltà. Prima degli avversari devi battere te stesso. S. L'emozione più bella è riuscire ad oltrepassare i propri limiti e gli obiettivi che ti poni, magari facendo emozionare anche chi ti segue. V. Avete presente la poesia di Baudelaire che dice che “c'è questo fiume vitale

che pervade tutto e che in certi frangenti ci si sente parte di quello”? È così che mi sento quando corro. Avrebbero potuto benissimo colorarsi di tricolore in altri sport. Ma per fortuna dell'atletica, hanno scelto corsie e pedane di una pista. E sognano in grande. Anche a cinque cerchi.

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