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Dal Senegal fino al Monte: Diop, scoperto su Facebook

Calcio Serie D. “Reclutato” tramite il social network: viveva in una casa famiglia Il nuovo centrale ha lasciato l’Altovicentino per sigillare la difesa di mister Fonti

MONTEBELLUNA. Qualcuno ricorderà l’omonimo Papa Bouba, che nel 2002 segnò il gol-vittoria ai campioni del mondo in carica della Francia e pure una doppietta all’Uruguay. Erano i Mondiali di Giappone e Corea, un’edizione indimenticabile per il piccolo Senegal. Moustapha Diop, classe ’97, alla Nazionale del suo Paese probabilmente ancora non pensa. L’esperienza al Montebelluna, iniziata da qualche settimana, è la prima vera occasione per provare a sfondare nel calcio. All’Altovicentino era chiuso, l’anno precedente con la Juniores aveva mostrato qualità, ma è la frequentazione della serie D che ti permette di crescere e alzare l’asticella. Le sue prime esibizioni con il Monte sono state convincenti, ma più interessante, per il momento, è delineare il percorso che l’ha portato all’Interregionale. Una storia che intreccia i social network e un viaggio dal Senegal carico di speranza. Moustapha, centrale e terzino sinistro, dava calci al pallone in una delle tante scuole calcio della nazione africana. In Italia è arrivato solo tre anni fa. Senza genitori e voglioso di fare carriera, aveva trovato posto in una casa famiglia vicino a Roma. Era ancora minorenne, farsi notare non era per nulla semplice.

Così è Facebook a garantire il miracolo, propiziare l’incontro che ti cambia la vita. Gabriele Savino, procuratore vicentino, lo scova grazie ad altri ragazzi senegalesi: «Un giocatore mi ha messo in contatto, da anni seguo un gruppetto di calciatori africani. Gente brava e seria. Come tutti i giovani, si tengono in contatto tramite i social. E un bel giorno stringono amicizia con Moustapha». Un tipo bravetto, gli fanno capire. Savino s’interessa, lo porta per un paio di allenamenti a Vicenza, poi l’Altovicentino. Servono sei mesi per completare le pratiche e garantirgli il permesso di soggiorno. A Valdagno vive con altri giovani in foresteria, fa parte della Juniores che arriva alle finali nazionali. A inizio estate, pare destinato al Lentigione. Resta all’Alto, ma c’è troppa concorrenza. «Aveva bisogno di giocare», prosegue Savino, «Ha forza fisica, ma deve migliorare sul piano tattico». L’ex Marano l’ha girato in prestito al Monte nel mercato di dicembre: «Può fare il centrale in una difesa a tre e giocare terzino sinistro. È forte di testa. Merita la categoria», aggiunge Paolo Baio, responsabile vivaio dell’Altovicentino.

Ai piedi del Montello, intanto, sono rimasti

felicemente impressionati dalle prestazioni con Vigasio e Belluno. Personalità, fisicità, padronanza del gioco. E un’intesa con i compagni già brillante, malgrado i pochi allenamenti condivisi. Chissà: laddove nascono talenti da sempre, hanno pescato forse un nuovo campioncino da valorizzare.

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