Vegni pensa a un Giro della Grande Guerra

Dibattito Tuttobici-Euromobil a Pieve. Il grande capo della corsa rosa cova una partenza da Venezia

    «Al di là dell'Expo, il Giro 2015 sarà dedicato all'Italia e ricorderà anche i 100 anni dalla Grande Guerra. Non si potrà, in tal senso, non toccare il Veneto: la provincia di Treviso, ciclisticamente, va per la maggiore. C'è comunque un progetto più ampio legato alla prima guerra mondiale, dal 2015 al '18: bisognerà valutare sostenibilità e disponibilità del territorio». Mauro Vegni, direttore del Giro, ragiona già sull'edizione 2015, ma anche su quelle successive. E' stato l'ospite principale dell'annuale dibattito promosso dal mensile Tuttobici e patrocinato da Euromobil. Ma a Pieve di Soligo sono intervenuti anche noti organizzatori: il bellunese Renzo Minella, il tandem vicentino Pasqualin-Nicoletti e il friulano Enzo Cainero (mister Zoncolan), accompagnato dall'amico Edy Reja, già tecnico di Treviso, Napoli e Lazio («Quest'anno sono caduto tre volte, ma la bici non l'abbandono. E la carriera di allenatore? Mah», scherza). In sala pure Walter Brunello per la frazione di Cima Grappa del prossimo anno. Vegni è abbottonato, ma qualcosa rivela. Interviene sulla proposta di Pedali di Marca incentrata sulla Grande Guerra («Vedremo se le idee diventeranno fatti»), non esclude un futuro gran finale nel Trevigiano e nemmeno una replica ravvicinata a Vittorio Veneto («Ci andremo già nel 2014, ma...»). Di sicuro, sta pensando a una Grande Partenza da Venezia: «Magari una kermesse al Lido o una sorta di riproposizione della tappa con le passerelle inventata da Torriani». Idea che potrebbe diventare realtà in un'edizione incentrata sulle isole: «Sicilia e Sardegna, ma non solo. C'è qualche difficoltà logistica, ma potremmo arrivarci fra 3-4 anni». Nel cassetto, ha qualcosa come 100 candidature fra '15 e '18: «Il Giro gode di buona salute. Tantissime richieste per la partenza: oltre a Venezia, Milano e Torino. Lo start 2015 sarà italiano». Ma speciale sarà anche il Giro numero 100, previsto nel '17. Non mancano le suggestioni estere: «M'ispira New York, un'ipotesi che mi stuzzica. Si sono fatte avanti Vienna e la Svezia. Persino il Montenegro, che nel '16 festeggerà il decennale dall'indipendenza». Pasqualin ha svelato invece un possibile arrivo della corsa rosa 2015: «Ci piacerebbe portare il gruppo alla Madonna di Monte Berico, disegnando una tappa più dura dell'ultima».

    Mattia Toffoletto

    16 novembre 2013

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