«Società in vendita ma nessuno compra Abbiamo pochi mesi»

Drammatico post-partita con Casagrande a chiedere aiuto «Ci sono debiti ma dobbiamo arrivare a fine stagione»

    Più che una conferenza stampa, è stata una invocazione d’aiuto: la prima ammissione che qui, se qualcuno non interviene a dare una mano, c’è il rischio che il Treviso non riesca a finire la stagione. La prima ammissione che la società rischia il fallimento. Dichiarazione potente e grave. Ma a metterci la faccia, in un concitato post-partita, non è stato Renzo Corvezzo, come avrebbe dovuto essere, bensì Leandro Casagrande, segretario generale ma, soprattutto, in veste di vecchia e gloriosa bandiera del calcio cittadino, appassionato e tifoso che non vuole vedere morire il club della sua vita e che, a quanto s’è capito, sta prendendo in mano la faccenda in prima persona, dopo aver vissuto un’esperienza analoga a Venezia. Con lui l’avvocato Diego Casonato. Atmosfera ben presto surriscaldata in sala stampa, si è sfiorata anche la rissa quando alcuni ultras, invitati espressamente, hanno iniziato ad alzare la voce e ad apostrofare il povero Casagrande (niente di personale, chiaro) che, con rimarchevole sprezzo del pericolo, aveva generosamente offerto il proprio petto per salvare, chiaro, quello del presidente.

    «Se vogliamo bene al Calcio Treviso dobbiamo stare uniti – ha esordito – ognuno deve fare la propria parte perché stiamo andando oltre le righe, stiamo distruggendo la società. Qui vedo che tutti parlano, tutti dicono la loro, allora sappiate che d’ora in poi delle vicende societarie parlerà solo l’avvocato Casonato, persona che in passato s’è data molto da fare: non dimentichiamo che eravamo in Eccellenza ed improvvisamente ci siamo trovati fra i professionisti. Alla stampa, che certo non mi sogno di accusare di aver creato questa situazione, chiedo però di darci un mese di tregua, dopodichè ci ritroveremo e faremo il punto della situazione».

    Situazione comunque gravissima. «Intanto giuro che nessuno, dico nessuno, s’è fatto mai avanti per rilevare la società o per entrarci. In ogni caso il Treviso è in vendita: se c’è qualcuno disposto a fare questo passo si rivolga al nostro avvocato. Sappiate che Corvezzo è disponibile a qualsiasi soluzione. Questa gestione è in grado di chiudere la stagione ma entro aprile vorremmo trovare una soluzione per guardare al futuro con meno apprensione. E, lo sottolineo, il Treviso non ha più debiti di tanti altri club».

    Quando hanno aperto bocca i tifosi l’atmosfera si è arroventata: «Ma se le cose stanno così, allora fino ad oggi quante balle ci avete raccontato? Ma che razza di comportamento è questo? Fino a ieri Corvezzo aveva assicurato che andava tutto bene e ora ci dite il contrario? Noi pretendiamo valori come chiarezza, onestà, non gente che vuole fare il furbo. Basta, ditelo chiaramente che non riuscite più a tirare avanti, ci avete rotto».

    C’era anche il prosindaco Giancarlo Gentilini il quale, per il bene del Treviso, ha auspicato uno stop alle polemiche e che arrivino forze nuove a sostenere una società boccheggiante. In quanto a noi, continueremo a fare il nostro mestiere, che è semplicemente quello di informare in modo chiaro e corretto i lettori. Tutto il resto spetta ad altri. (Si. Fo.)

    30 gennaio 2012

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