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Daniela, psicologia e calottina

«La pallanuoto, una "malattia" da cui non guarisco»


MONTEBELLUNA. Campionessa, psicologa e psicoterapeuta, con residenza a Montebelluna e studio ad Altivole. Daniela Oriandi, classe 1979, una volta laureata ha aperto il suo studio professionale.
Ma poi non è riuscita ad appendere... l'accappatoio al chiodo e continua a svolgere attività agonistica in vasca. Gioca infatti nella Pallanuoto Mestrina, nel massimo campionato. Combinando assieme gare, allenamenti e attività lavorativa. «A dire il vero l'anno scorso avevo pensato che fosse l'ultimo anno e poi avrei smesso - spiega - Ero giusto rientrata nel Veneto e mi ero messa a giocare con la Mestrina in A/2, ma siamo state promosse in A/1 e a quel punto ho rinfoderato i miei propositi. E' difficile smettere quando c'è passione».
Una passione nata da piccola, quando ha cominciato a muovere le prime bracciate nella piscina di Montebelluna e da quel momento non ha più smesso. Dal 1981 al 1996 è stata pluricampionessa nazionale di categoria in stile libero, ha fatto parte due volte della nazionale giovanile e tre di quella quella assoluta, ai campionati assoluti ha vinto una medaglia d'argento e 4 di bronzo. Un palmarés di tutto rispetto, poi è passata alla pallanuoto. Iniziando sì in Veneto, ma proseguendo poi altrove. Aveva cominciato infatti con la Mestrina, «poi ho giocato per quattro anni in Sicilia, con l'Augusta, la Gifa Palermo, la Swimming Palermo - ricorda - Altri quattro anni li ho fatti con la Rari Nantes Bologna, due in serie A/2 e gli altri due in serie A/1 e poi sono tornata nel Veneto e sono tornata con la società con cui avevo iniziato a giocare a pallanuoto, la Mestrina: un campionato in A/2, poi la promozione e ora l'avventura nuovamente della A/1».
Ma non solo di nuoto si vive, e così Daniela ha deciso di mettere a frutto la sua laurea ed ora ha aperto il suo studio professionale ad Altivole, il suo paese di origine, specializzandosi ovviamente anche nel settore che le è più caro, quello dello sport. E' infatti psicologa del settore giovanile e scolastico nella Figc regionale, dalla stagione stagione 2010 è psicologa dell'Asd Giorgione Calcio 2000 col progetto «crescere con figli calciatori», dal 2005 è docente di psicopedagogia e psicologia della comunicazione nei corsi di istruttori di nuoto di 1º e 2º livello promossi dalla Fin nella provincia di Treviso e a Bologna e nei corsi di formazione per animatori dell'Aics di Bologna. Insomma, una vita da globetrotter e un'attività intensa tra la vasca e l'attività professionale.
Laurea presa a Padova nel 2001, specializzata in psicologia cognitiva e comportamentale e una tendenza logicamente ad occuparsi di psicologia sportiva, visto che quello dello sport è sempre stato il suo mondo, spaziando dal nuoto al calcio. «Quando una persona vive immersa nel mondo dello sport - spiega Daniela - comprende meglio le sfaccettature psicologiche che interessano i giovani che praticano attività sportiva. Penso che possa avere un approccio diverso rispetto a chi ha studiato la materia solo sui libri».
Più difficile l'attività agonistica o quella professionale? «Forse la seconda, nel senso che mi sto progressivamente
inserendo nel mondo della psicologia sportiva e ho avviato il mio studio di psicologa e psicoterapeuta. Nell'attività professionale è maggiore la concorrenza, non sempre basta la qualità per emergere. Ma penso che l'attività sportiva mi abbia dato la grinta giusta anche per quella professionale».

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