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Anche gli industriali convocati a Ferro Fini

venezia«Nella prima giornata di audizioni c’è stato un elemento sul quale tutti hanno concordato: la mancanza di un percorso condiviso con gli operatori del settore e la mancata previsione di risorse...

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«Nella prima giornata di audizioni c’è stato un elemento sul quale tutti hanno concordato: la mancanza di un percorso condiviso con gli operatori del settore e la mancata previsione di risorse per finanziare i punti indicati nella programmazione». Lo sottolinea il vicepresidente della Quinta Commissione Sanità e consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia. «Noi ascolteremo tutti i soggetti, poi apriremo la discussione», precisa illustrando il percorso del piano ora in discussione. ...

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«Nella prima giornata di audizioni c’è stato un elemento sul quale tutti hanno concordato: la mancanza di un percorso condiviso con gli operatori del settore e la mancata previsione di risorse per finanziare i punti indicati nella programmazione». Lo sottolinea il vicepresidente della Quinta Commissione Sanità e consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia. «Noi ascolteremo tutti i soggetti, poi apriremo la discussione», precisa illustrando il percorso del piano ora in discussione.

Ieri sono stati sentiti i medici, ma anche i presidi di Medicina: con loro i consiglieri hanno affrontato la discrepanza tra il modello veronese di azienda ospedaliera integrata e quello padovano dove tale integrazione non è mai (o ancora) stata raggiunta. I medici di base dello Snami hanno espresso perplessità sulle Medicine di gruppo accreditate, mentre Rosa Pavanello, presidente Anci Veneto, ha rilevato uno scarso peso dato al direttore del Sociale con tutto quello che ne consegue per il ruolo dei sindaci e per la sanità del territorio.

Domani tocca alle audizioni di altri operatori del mondo socio-sanitario. Tra gli altri: Un Welfare per i minori, Federfarma , Sumai, Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, Cgil, Federazione Medico Sportiva, Legacoop, Confindustria, Avis. Tutti saranno chiamati a dare una valutazione sul piano che l’assessore alla Sanità Luca Coletto aveva illustrato lo scorso giugno sostenendo come esso sia «la continuazione e il miglioramento di quello precedente ed è fatto su misura rispetto alle esigenze del territorio. Il presupposto è che la rete ospedaliera non si tocca». E rispondendo alla critica dell’eccesso di ospedali: «Restano gli ospedali e restano tutti i reparti. Li abbiamo progettati rispetto al regolamento ospedaliero diventato decreto ministeriale nel 2015. Siamo perfettamente allineati al Dm 70 e quindi al 3 per mille di posti letto per acuti e allo 0,6 di posti per riabilitazione. Sotto questa soglia non vogliamo andare, perché sennò si tagliano i servizi». —

S.T.