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Nuovo caso di West Nile scatta il piano d’emergenza

Nella Marca è l’ottavo malato da inizio estate, la Regione stanzia 500 mila euro Al via disinfestazioni “radicali” nelle aree a rischio. Coletto: «Ora maniere forti»

TREVISO

Nuovo caso di West Nile a Treviso, è l’ottavo nella Marca da inizio estate. Ad essere colpito dal virus un 67enne già affetto da una seria patologia. L’uomo, originario di Paese, è ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale Ca’ Foncello, dove ieri è arrivata la conferma dell’infezione da West Nile ed è iniziata la terapia di supporto per abbassare la febbre e tenere a bada i dolori. Appaiono invece stazionare le condizioni del 92enne ricoverato pochi giorni fa, anch’egli al Ca’ ...

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TREVISO

Nuovo caso di West Nile a Treviso, è l’ottavo nella Marca da inizio estate. Ad essere colpito dal virus un 67enne già affetto da una seria patologia. L’uomo, originario di Paese, è ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale Ca’ Foncello, dove ieri è arrivata la conferma dell’infezione da West Nile ed è iniziata la terapia di supporto per abbassare la febbre e tenere a bada i dolori. Appaiono invece stazionare le condizioni del 92enne ricoverato pochi giorni fa, anch’egli al Ca’ Foncello sempre a causa della West Nile. L’anziano, residente nei pressi di Casale, continua a essere seguito dal personale del reparto di Geriatria. Il quadro clinico appare delicato, vista l’età avanzata e la presenza di alcune patologie croniche.

i casi

Nella Marca Trevigiana il virus è stato riscontrato per la prima volta nel mese di giugno su una 50enne di San Donà di Piave, poi a un’anziana di 98 anni ospite del Gris di Mogliano, a un ragazzo di 36 anni residente nel Sandonatese, a un’anziana che vive ad Asolo e a un 72enne a cui è stato diagnosticato un problema neuronale legato al virus, ora risolto. Purtroppo, una 74enne di Salgareda non è riuscita a superare l’infezione a causa delle complicanze che si sono aggiunte a un tumore di cui già soffriva. Gli esperti sottolineano l’importanza della prevenzione per evitare le punture di zanzare che sono la causa della patologia. Solo in una persona su mille la West Nile risulta letale, in un 20% dei contagiati dà luogo a febbre e complicanze neurologiche, mentre nel resto dei casi è asintomatica.

l’emergenza

Lo stato di emergenza è stato, di fatto, dichiarato ieri mattina quando la Regione ha deciso di gestire direttamente il problema West Nile e di varare un piano straordinario di disinfestazione da 500 mila euro. Le segnalazioni quotidiane di nuovi casi – in Veneto 105 contagiati dalla Culex Pipiens e 5 morti alla data del 22 agosto – e la richiesta di interventi straordinari da parte dei Comuni, hanno spinto Palazzo Balbi a decidere misure eccezionali, anche attraverso la creazione di un Coordinamento centrale. «La Regione ha deciso di passare alle maniere forti», spiega l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, «È in corso di predisposizione un piano straordinario di disinfestazione a tappeto che potrebbe prendere il via nei primi giorni di settembre». Si tratta, sottolinea, di interventi emergenziali perché i numeri sono quelli dell’eccezionalità.

Le disinfestazioni

I tecnici stanno predisponendo il piano in collegamento con l’Istituto Superiore della Sanità sia italiano che europeo. Vista l’emergenza, si procederà per decreto dirigenziale. «La disinfestazione sarà sia adulticida che larvicida, in modo da produrre effetti immediati sulle zanzare adulte, ma anche sul quadro futuro», precisa Coletto, «Non un bombardamento a 360 gradi, ma interesserà le aree dove sono stati registrati contagi. E sarà fatto in modo attento e definitivo». Il costo dell’operazione si aggira tra i 400 e i 500 mila euro, interamente a carico della Regione competente le emergenze.

Il coordinamento

Il secondo atto sarà la creazione di un Coordinamento per la gestione del fenomeno in maniera stabile. «Porremo in capo alla Regione il coordinamento di tutti gli interventi», annuncia l’assessore, «Noi programmeremo e coordineremo e metteremo in campo anche l’esperienza dell’Azienda Zero per realizzare risparmi attraverso la gestione degli acquisti di tutto il necessario in forma centralizzata e per predisporre un contratto-base con tutte le previsioni di spesa e con l’indicazione puntuale tempistica di intervento». La gestione West Nile passa dunque in toto alla Regione e i Comuni approvano. «In tale contesto servono misure straordinarie e risorse di cui gli enti locali non dispongono», sottolineano all’Anci.

Caldo e ritardi

Il numero di contagi di quest’anno, spiegano in Regione, è doppio rispetto al 2017. «La ragione? «Il clima rovente e l’umidità alle stelle», osserva Coletto. C’è anche una responsabilità umana? «Mancanze? Non sono di oggi; se ci sono state si sono verificate a febbraio e marzo per le disinfestazioni larvicide e in estate per quelle adulticide», conclude. —

V.C.-S.T.

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