Quotidiani locali

«Cinema e fiction tv Veneto protagonista»

Corazzari: «I privati collaborino con la Fondazione Film Commission»

VENEZIA. «Siamo molto orgogliosi della Mostra del Cinema di Venezia, vanto e gloria dell’Italia nel mondo. Il mio progetto è molto più concreto e semplice: credo che il Veneto sia la location ideale per i film e le fiction di qualità. Il top universale. Non c’è set più bello al mondo. E quando vedo la Puglia e la Sicilia protagoniste in tv mi vien da dire: possiamo fare di più e meglio». Cristiano Corazzari, assessore alla Cultura della giunta Zaia, è seduto sulla poltrona del suo ufficio a Palazzo Balbi e attende di essere intervistato da Rai Film. La nascita di “Veneto Film Commission” con una dotazione di 5 milioni di euro fa discutere e ripaga l’assessore delle pesanti critiche del Pd, che ha “processato” la giunta per i pesanti tagli al bilancio, costringendo la Lega a un rapido dietrofront. Dopo aver “regalato” 400 mila euro ai cacciatori di Berlato, sono stati rinforzati anche i capitoli della cultura, con i Dem che cantano vittoria.

Assessore Corazzari, qual è l’obiettivo di Veneto Film Commission?

«Il settore del cinema e dell’audiovisivo rappresenta un grande fattore di valorizzazione del territorio. Con il Fondo del cinema abbiamo sempre sostenuto le produzioni, sia le fiction tv sia il grande schermo, e alla mostra del Cinema di Venezia la regione Veneto ogni anno è protagonista. Il motivo è semplice: c’è un effetto moltiplicatore strepitoso, pari a 8 volte l’investimento iniziale, cui si aggiunge l’effetto traino per la promozione e la conoscenza del Veneto. Siamo un set ideale, dalle città d’arte, in primis Venezia e Verona, il delta del Po, i parchi naturali, le ville venete e le Dolomiti sono location uniche. Poi ci sono i mille piccoli borghi, in questi giorni si gira un set a Monselice, dopo il divertente e strepitoso “ Sole a catinelle” di Checco Zalone ambientato a Padova, diversi anni fa».

La concorrenza è molto agguerrita assessore, Montalbano in Sicilia regala frotte di turisti d’estate sulle spiagge del commissario Zingaretti...

«Fosse solo la Sicilia. Pensiamo a cos’è successo a Gubbio con don Matteo. Noi abbiamo lanciato Bassano con “Di padre in figlia”, ma ad aprire la strada è stata la Puglia fin dai tempi del governatore Niki Vendola con “Apulia Film Commission”. Io mi sono mosso dopo aver raccolto le richieste degli operatori del settore che hanno sollecitato la Regione a creare un soggetto istituzionale per tutto il mondo delle produzioni cinematografiche e audiovisive con cui attrarre gli investimenti. Il modello è ampiamente consolidato, i risultati sono positivi e quindi è nata Veneto Film Commission: i privati, le Camere di commercio e le Film commission provinciali di Treviso, Vicenza e Rovigo sono invitate ad aderire, senza tentennamenti. Si passa a una regia unica, su base regionale. Stop ai campanili».

Compito delicato: come pensa di riuscirci?

«L’unione fa la forza e ci sono tutte le condizioni perché le grandi major scelgano il Veneto come set, per valorizzare la nostra storia e cultura. Siamo pronti a collaborare con i produttori, penso a Francesco Bonsembiante e poi anche a Jolefilm di Marco Paolini. La Mostra del cinema di Venezia è il nostro fiore all’occhiello e a settembre utilizzeremo quel grande palcoscenico proprio per presentare in grande stile Veneto Film Commission, che sarà finalmente costituita con il coinvolgimento dei privati e delle analoghe strutture provinciali. A settembre saranno eletti sia il Cda che il presidente, chiamati a svolgere un ruolo di programmazione, in pieno accordo con l’arcipelago privato che dovrà garantire i servizi agli operatori, a partire dalla ricettività e dalle forniture. Si parte con 100 mila euro, ma il vero pacchetto è sul Fondo del cinema con i fondi strutturali europei che la regione intende utilizzare a sostegno del cinema. Operazione mai avviata prima e decisa in pieno accordo con l’università Ca’ Foscari di Venezia, che ha guidato le nostre scelte con un business plan di medio respiro. La vera dotazione finanziaria sarà quindi di 5 milioni di euro. Se arriva la grossa fiction di Rai, Mediaset, Sky o i colossi del web pronti a scommettere sul segmento “On Demand” noi siamo pronti».

Oltre al cinema, cosa c’è nel bilancio 2018 della Regione per la cultura? Le prestigiose fondazioni sono come sempre costrette a fare le nozze con i fichi secchi o no?

«Il dato di bilancio 2018 sconta una contrazione generale su tutti i capitoli. Pesano i tagli del governo e complessivamente siamo sull’ordine dei 7 milioni di euro per la cultura. Tutto il consiglio regionale ha manifestato una grande disponibilità per potenziare i capitoli di spesa, il bilancio era entrato molto magro ed è uscito con importanti impegni: ringrazio tutti, maggioranza e opposizione».

I grandi player come le fonfazioni Arena, Fenice, Teatro Stabile del Veneto, Goldoni etc restano a bocca asciutta?

«No, perché mai. Il Teatro Stabile del Veneto, per il suo ruolo nazionale, è il primo destinatario delle nostre risorse. Poi ci sono l’Arena e la Fenice, fondazioni lirico-sinfoniche conosciute a livello mondiale. C’è la Biennale di Venezia, c’è ArteVen, circuito di produzioni teatrali e musicali che permette elevata qualità nelle piccole realtà. Ci sono l’Orchestra di Padova e del Veneto e la Filarmonia Veneta riconosciuta come soggetto meritevole di supporto regionale. E non scordo il teatro Olimpico di Vicenza».

Il suo giudizio su Art Bonus?

«Si tratta di una forma di agevolazione fiscale molto positiva introdotta dal governo. Noi ci muoveremo in sinergia con il Fus nazionale per non disperdere risorse. Poi ci sono le biblioteche, rafforzate nei piccoli centri come autentici presìdi di cultura. I fondi arrivano tramite le Province, lo scorso anno a settembre abbiamo lanciato la maratona di lettura con 200 mila persone coinvolte, grazie alla collaborazione con l’associazione dei bibliotecari. Celebreremo i 100 anni della firma dell’armistizio
della Grande Guerra, con Padova città della pace. Abbiamo la fortuna di essere la regione più ricca e articolata d’Italia sotto il profilo culturale, vogliamo che il sistema si autosostenga ma dove è necessario interveniamo con le nostre risorse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro