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Il Friuli spalanca le braccia a Sappada

Sì unanime del Consiglio regionale di Trieste. Lega soddisfatta: un atto di giustizia

SAPPADA. «In Veneto siamo trascurati, i più lontani da Venezia, non solo geograficamente. In Friuli sarebbe diverso»: parole di Danilo Quinz, esponente del Comitato per Sappada, che così commenta l'approvazione della mozione dell'Udc favorevole al passaggio della località montana bellunese dal Veneto alla provincia di Udine, da parte del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia che ha espresso un sì pressoché unanime (un solo astenuto).

La decisione segue il referendum svoltosi a Sappada nel 2008 che ha raccolto il 95% dei voti favorevoli, espressi dal 71% degli aventi diritto. Quinz si è detto «molto soddisfatto». «E' un passo importante», ha proseguito «la nostra volontà di passaggio è dettata da ragioni storiche e identitarie, non economiche. Siamo andati avanti da soli e continueremmo a farlo», ha aggiunto «che se entrassimo in Friuli Venezia Giulia godremmo di una considerazione diversa rispetto a oggi».

Il testo approvato dall'assemblea friulana - alla votazione ha assistito una trentina di cittadini di Sappada, plaudenti - è rivolto a Parlamento e Governo affinché approvino una legge per il trasferimento amministrativo della località; il consiglio veneto, invece, non ha ancora espresso il proprio parere consultivo, richiesto dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera. A favore del passaggio si sono già espressi i consigli provinciali di Belluno e Udine.

«E' stata ripristinato una giustizia storica», ha commentato il segretario della Lega friulano-giuliana, Pietro Fontanini. Sul caso Sappada è intervenuto anche il governatore veneto, leghista come il sindaco della cittadina di montagna: «Il presidente di una regione non deve legittimare questi provvedimenti, che sono una guerra tra poveri, ma proporre la vera soluzione, che è il federalismo», afferma Luca Zaia «venendo da un comune di confine col Friuli come Godega di Sant'Urbano conosco bene la situazione e capisco lo stato d'animo dei cittadini che chiedono di passare ad altre regioni, vedendo il giardino dell'Eden al di là della barricata. Ma noi non dobbiamo lavorare contro l'autonomia degli altri, bensì per conquistare la nostra». Per
Zaia, «Sappada, come Cortina, ha motivazioni anche storiche, ma in altri comuni queste sono solo economiche».

«Bisogna fare molta attenzione», ha concluso «perché, altrimenti, se si va avanti su questa strada, alla fine arriveremo al paradosso di dare uno sbocco al mare al Trentino».

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