Regione, debiti per 1 miliardo ma il presidente Zaia aumenta le spese di rappresentanza

Il Pd: Veneto con l'acqua alla gola e si butta quasi mezzo milione Ciambetti: per i prossimi anni nessuna nuova opera pubblica

    di Simonetta Zanetti  VENEZIA. Manca quasi un miliardo di euro, ma la Regione aumenta le spese per rappresentanza e relazioni istituzionali di 480 mila euro. E' emerso dell'assestamento di Bilancio presentato ieri alle commissioni regionali: per far fronte a un saldo finanziario negativo di oltre mezzo miliardo per il 2009 e a un aumento degli impegni di spesa vincolati di 300 milioni per 2010, la Regione farà ricorso all'indebitamento per 938,8 milioni di euro.  «In questo scenario di lacrime e sangue» sostengono i democratici Piero Ruzzante (vicepresidente della commissione Bilancio) e Franco Bonfante (vicepresidente del Consiglio) «Con un disavanzo di oltre 2 miliari di euro (oltre ai 536 milioni di rosso del 2009, 1654 milioni di spese vincolate), l'unico che se la ride è Zaia che ha aumentato le spese per rappresentanza e relazioni istituzionali. Mentre il resto del Veneto è con l'acqua alla gola». In verità le spese di rappresentanza sono spartite tra tutti gli assessori, cui tuttavia il presidente dovrebbe dettare ritmo e filosofia. «Nel frattempo - proseguono gli esponenti del Pd - come dichiarato da Ciambetti, la Regione ha esaurito la capacità di indebitamento. Questo significa che per i prossimi cinque anni non si potrà investire in nessuna nuova opera pubblica». I democratici snocciolano quindi la lista dei tagli imposti in sede di assestamento: l'azzeramento del sostegno alle povertà e ai danni derivanti dalle calamità naturali, un ridimensionamento di 89 milioni per la mobilità veneta su strada e ferrovia - su cui convergono le critiche dell'opposizione intera -; 21 milioni in meno per gli interventi contro i rischi idrogeologici e 6 per quelli ambientali. E ancora una riduzione di 2,5 milioni per gli asili nido e la prima infanzia e di 4,7 milioni per sicurezza locale e città «Proprio da parte di chi ha fatto campagna elettorale promettendo maggiori tutele per i cittadini» osserva il Pd «A questo punto il centrodestra reintrodurrà nuovamente le tasse che aveva cancellato, dall'addizionale Irpef ai Consorzi di bonifica». Il resto dell'assestamento è noto: 5,1 milioni trovati per ripianare il buco per il 2010 dell'Arpav (cui se ne aggiungeranno altri 10 con la medesima finalità per il 2011), l'istituzione di un fondo di garanzia di 35 milioni di euro per il credito alle pmi - «Ma la Regione congela o dirotta altrove i 10 stanziati dal consiglio per lavoratori autonomi e cassintegrati» commenta Pettenò -, 4 milioni di euro per il trasporto pubblico locale, 3,3 milioni di euro per le fondazioni culturali. Il Veneto dovrebbe ricevere 358 milioni in meno per il 2010 - ma i numeri sono ancora «fluidi» - e 400 nel 2012. L'ipotesi di reintrodurre l'Irpef si fa quindi sempre più concreta, anche se resta il problema dei tagli ai trasferimenti statali che incidono soprattutto su mobilità, edilizia, istruzione e formazione, tutela del territorio, salvaguardia di Venezia e laguna. Così, mentre Mariangelo Foggiato (Unione Nordest) ricorda che in presenza di tagli drastici il Consiglio regionale aveva impegnato la Giunta a restituire le deleghe a Roma, Laura Puppato (Pd) rileva come la Regione non disponga più delle risorse necessarie per creare i presupposti per un «patto di stabilità regionale» - sollecitato lunedì dallo stesso sottosegretario Giorgetti - che aiuti gli enti locali nel patto di stabilità nazionale. La prossima settimana la manovra di assestamento sarà sottoposta al giudizio delle parti sociali e delle categorie economiche, mentre è già all'esame di tutte le commissioni, con l'obiettivo di portarla in Consiglio il 16 novembre.
    27 ottobre 2010
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