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Pivato, disco verde dalle banche

Nella sede degli industriali a Treviso incontro con i funzionari di venti istituti bancari italiani: via libera al progetto di riequilibrio dei conti. Il gruppo venderà l'immobiliare Pagi, arriveranno così i soldi per pagare i dipendenti

TREVISO. Disco verde dalle banche per il Gruppo Pivato. Con l'incontro svoltosi ieri nella sede degli industriali a Treviso, palazzo Giacomelli, dove si sono dati appuntamento una quarantina di funzionari in rappresentanza di circa venti istituti bancari di tutta Italia, è stato confermato il via libera al progetto di riequilibrio dei conti cominciato già a inizio 2010 che verrà portato a compimento nei mesi a venire. Da parte loro, le banche - preoccupate per il livello del debito fermo ora a quota 50 milioni di euro, poco meno della metà del fatturato consolidato - hanno chiesto e ottenuto un confronto aperto culminato con l'incontro di ieri, che non prefigura però un vero e proprio piano di ristrutturazione del debito, ma una sorta di lettera di intenti che passato il vaglio degli esperti sbloccherà le linee di credito senza pregiudicare l'autonomia dell'azienda.

Due i capitoli sui quali si è imperniato il confronto: il primo è il graduale disimpegno del gruppo dalle compravendite immobiliari e la concentrazione dell'attività sulle costruzioni, strade in primis, occupazione principale dell'azienda di Oné di Fonte. Captate le prime tensioni sui conti, il cda di Pivato ha da poco portato a termine la vendita di «Pagi srl», braccio immobiliare guidato dal fratello del presidente Guerrino Pivato, Adriano, che conta in portafoglio immobili di rilievo tra cui il palazzo in via di ultimazione in piazza San Francesco, il centro direzionale e residenziale ex Fontane di via Monterumici e una porzione di residenza in via Verdi, tutti siti a Treviso, oltre ad un complesso immobiliare a Cavaso del Tomba e alcuni uffici.

Il secondo pilastro è l'avvio di partnership con diverse aziende del settore per meglio affrontare lo sviluppo del portafoglio ordini, arrivato a circa 280 milioni di euro, a cui si aggiungeranno sembra nuove commesse, segno di una vitalità industriale ridotta nei mesi passati, quando è saltato il sistema dei pagamenti, situazione aggravata dallo stop delle linee di credito imposto dalle banche. Sul finire dell'estate il Gruppo Pivato si instrada per uscire dal tunnel della crisi finanziaria, con un contesto che dopo il confronto di ieri torna ad essere positivo, con buona pace anche dei lavoratori, in attesa del saldo delle ultime due mensilità, che il cda Pivato si è impegnato a pagare prima possibile.

Nessuna scadenza è stata fissata con precisione, ma la strada tracciata dal nuovo superconsulente Luciano Favero - ex 21 Investimenti al fianco
di Alessandro Benetton oltre a incursioni in partite finanziarie di primo piano con Marangoni e Riello - sembra aver dato i primi frutti. La strada è ancora in salita e per i prossimi mesi ci saranno altri incontri per il controllo da parte delle banche dello stato di avanzamento del progetto.

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