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Dal Marocco due teologi a Treviso
"Il Ramadan 2010 sia moderato"

Saranno oltre 30.000 i fedeli che saranno chiamati al digiuno sotto il controllo della questura. Quest’anno l’evento sarà accompagnato dall’arrivo di due teologi inviati dal governo marocchino per orientare imam e fedeli alla «corretta interpretazione sunnita» del Corano

TREVISO. Inizia stamattina il Ramadan, il mese sacro per i musulmani. In provincia sono poco meno di 30 mila i fedeli islamici chiamati al digiuno e alla preghiera. Quest’anno l’evento sarà accompagnato dall’arrivo di due teologi inviati dal governo marocchino per orientare imam e fedeli alla «corretta interpretazione sunnita» del Corano. Ad annunciarlo Abdallah Kezraji, nuovo vicepresidente della consulta regionale per l’immigrazione, nonché rappresentante del coordinamento delle associazioni marocchine di Treviso.

Compito dei due «missionari» islamici sarà quello di spostarsi nei numerosi centri di culto del Veneto e del Friuli, organizzare seminari e convegni aperti a tutta la popolazione, fornire una lettura moderata dei versetti sacri del Corano e di dialogo aperto con tutte le religioni. Chiaro segno di distensione da parte della comunità religiosa: solo una settimana fa il Questore di Treviso Carmine Damiano aveva annunciato la firma di una direttiva per il controllo da parte delle forze dell’ordine dei luoghi di culto.

A Treviso le comunità islamiche sono 15 e riuniscono circa 6 mila musulmani devoti (gli altri si accingeranno a pregare a casa o sul posto di lavoro in mancanza di una vera e propria moschea nella Marca): «L’associazione culturale islamica» in via Volta a Villorba, «La speranza» a Cornuda,”L’associazione la Piave» a Farra di Soligo,”L’associazione comunità islamica» di Motta di Livenza, «Al noor» di Ponte di Piave, «L’associazione Pace» di Nervesa della Battaglia, «Essalam» di Ormelle, «Il centro culturale islamico pace» di Resana, «Il centro Emanet» di Colfosco,”Attawasol» e «Senza frontiere» di Montebelluna, «Sud Mediterraneo» di Pederobba, «L’associazione culturale asiatica» di Pieve di Soligo, «L’associazione Fratellanza» di San Zenone, e il centro di via Puglie a Treviso.

L’arrivo dei due teologi - che si fermeranno per tutta la durata del Ramadan - è parte integrante di un progetto di orientamento avviato dal governo marocchino con le associazioni islamiche in Italia. Ma le novità non finiscono qui. «Non appena l’attività della consulta regionale riprenderà proporrò l’istituzione di corsi di formazione per gli imam residenti in Veneto e l’istituzione di un albo regionale», dice Abdallah Kezraji.

Se il progetto dovesse
incontrare il parere favorevole della Consulta, sarebbe una vera e propria rivoluzione. Gli imam del territorio infatti non sono paragonabili ai sacerdoti della religione cattolica. A condurre la preghiera sono le persone più anziane del gruppo di preghiera e che hanno studiato di più il Corano.

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