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Casale sul Sile. Rapina la banca, arrestato dal direttore

Patrizio Navarro, 52 anni, aveva appena assaltato la filiale di Veneto Banca ed era pronto a montare sulla sua moto per fuggire con un bottino di 9.400 euro. Ma si è imbattuto nel direttore dell'istituto, Roberto Simionato, che lo ha placcato, immobilizzato e consegnato ai carabinieri

CASALE SUL SILE. Taglierino in tasca, borsa piena di contanti, era pronto a montare in sella alla sua moto e darsi alla fuga. Ma non aveva fato i conti con la gente. In primis il direttore della banca che aveva appena rapinato. Si è ritrovato placcato, sbattuto a terra e alla fine arrestato.

Gli uomini dell’arma imputano a lui, Patrizio Navarro, veneziano classe ’58, anche il magro colpo messo a segno mercoledì nella filiale Unicredit di via Bastia, a Treviso. Era entrato impugnando una pistola, ma ne era uscito con appena 200€. Una rapina farlocca, che deve averlo indotto a ritentare la roulette russa in periferia. Nel mirino la filiare di Veneto Banca di viale Vittorio Veneto. Navarro è arrivato alle 9 in moto, una Honda di grossa cilindrata, coperta di nastro azzurro, con una targa che verrà poi scoperto essere costituita di due pezzi diversi, e probabilmente rubati. Casco e passamontagna ben calzati è entrato in banca, ha sfoderato la lama del taglierino davanti alla cassa e si è fatto consegnare ben 9.400€ in contanti

Niente di più facile. O almeno così pareva. Navarro si è girato, ha imboccato la porta scorrevole ed è uscito in strada puntando direttamente la motocicletta. Lì, l’imprevedibile. Fuori dalla porta a vetri gli si è parato davanti il direttore della filiale, Roberto Simionato, uscito per andare a bere un caffè nel bar vicino.
I due si scambiano un’occhiata. Simionato, guarda casco, passamontagna e capisce la volo. «E tu che fai?». Navarro inizia a correre verso la motocicletta. Nel frattempo dall’interno della filiale parte la chiamata alle forze dell’ordine. Il direttore gli corre appresso e prima che questo accenda il motore lo placca. I due urlano. Il rumore attira un vicino, Fulvio Cappelletto, che si affaccia, vede la colluttazione e interviene. Con il direttore riesce e tenere fermo Navarro, di corporatura non certo snella. In quello arrivano tre pattuglie. Carabinieri e polizia. Navarro è a terra con sopra i due uomini. Indossa ancora casco e passamontagna. «Vi prego alzatevi - dice a un certo punto - non riesco a respirare». Intervengono gli uomini dell’arma che lo immobilizzano definitivamente e lo ammanettano. «L’intervento dei cittadini è stato determinante» ammettono i militari che provvidenzialmente avevano l’auto di pattuglia a poche centinaia di metri dalla Banca. Ai carabinieri di Treviso poi il compito di indagare e scoprire che Navarro, senza fissa dimora, nullafacente, pregiudicato, nel residence di Mogliano dove viveva, aveva una 357 Magnum con sei colpi nel tamburo, altro otto proiettili nel cassetto e nell’armadio gli indumenti della rapina alla filiale Unicredit di via Bastia che però, a ieri, non ha ammesso.

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