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Laboratorio cinese irregolare. Mister Belstaff: forse è il subappalto di qualche disonesto

Il titolare del marchio: spero siano capi falsi, voglio fidarmi dei miei terzisti

TREVISO. «Noi non abbiamo terzisti cinesi. O quelli sono capi falsi, o è un piccolo sub-appalto di qualche cretino». Dopo un paio d’ore: «Abbiamo sentito tutti i nostri terzisti per l’abbigliamento, dieci in tutto: hanno garantito, uno per uno, di non aver sub-appaltato produzioni a lavoratori cinesi. Quindi quei capi sono falsi». E’ un pomeriggio frenetico per Franco Malenotti.

Mister Belstaff (presidente della Clothing Company di Mogliano, azienda proprietaria del marchio) è all’estero. Lo raggiungiamo al telefono, lui sa già perché. «Mi è arrivata la notizia pochi minuti fa. Noi non abbiamo terzisti cinesi - dice - e ci affidiamo agli stessi fornitori da quasi quindici anni. Mi lasci fare un po’ di telefonate, voglio vederci chiaro». Dopo meno di due ore, è lo stesso Malenotti a richiamare. «Ci hanno risposto tutti i nostri terzisti, che sono dieci nelle province di Treviso, Padova, Rovigo: hanno garantito di non aver sub-appaltato a cinesi». E se così non fosse? «Scatta immediatamente la rescissione del contratto.

Ma io voglio crederci, sono i nostri fornitori da anni, a volte abbiamo sacrificato la nostra capacità produttiva pur di non allargare a sconosciuti». Quindi quei capi a Morgano sono falsi, patacche? «Credo di sì. La contraffazione è una piaga, spesso i capi sono quasi identici
agli originali. Aspettiamo che la polizia ci convochi per verificare». Curiosità, quasi una nemesi: nei giorni scorsi Belstaff ha dato vita a una collaborazione con la polizia: il marchio è stato scelto per creare una linea d’abbigliamento da tempo libero per gli agenti. Originale, of course.

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