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Polveri sottili, divieti più severi contro lo smog

Giro di vite sui no kat, stop ai diesel Euro II. Targhe alterne, ultimatum di 10 giorni. Ieri diciannovesimo sforamento dall’inizio dell’anno, l'undicesimo di fila. La giunta Gobbo vara un piano, per ora soft

TREVISO. Stop alla “finestra” che permetteva di circolare con auto non catalizzate dalle 12 alle 16, taglio delle deroghe, divieto di circolazione anche alle auto diesel Euro 2 e maggiori controlli su strada. Questi i quattro cardini del piano antismog varato ieri dalla giunta comunale di Treviso. Scatterà da lunedì. Se l’aria non migliorerà in 10 giorni, scatterà il blocco a targhe alterne. La giunta ha scelto la linea morbida, stringendo le maglie di un blocco no-kat che oggi riguarda poche auto e rimandando gli interventi drastici ad un secondo momento. «Un messaggio - spiega l’assessore Zanini - che speriamo serva anche a sensibilizzare i cittadini preparandoli all’eventuale entrata in vigore delle restrizioni più dure».

Il piano. Da lunedì blocco no-kat a orario continuato dalle 8 alle 20 (dal lunedì al venerdì) su tutto il territorio comunale. Addio alla finestra 12-16, addio anche a metà delle 39 deroghe che oggi permettono a molti di circolare nonostante il blocco (quali rimarranno in vigore e quali salteranno verrà deciso nel corso della settimana). Alla lista delle auto che non potranno circolare andranno aggiunti tutti i veicoli diesel immatricolati prima del 2000 (i cosiddetti Euro 2) che nel solo Comune potrebbero essere circa 3mila. A questo si aggiunge il potenziamento dei controlli dei vigili su veicoli e bollino blu, l’aumento dei controlli sulla funzionalità degli impianti termici che riscaldano gli edifici e l’istituzione di un’altra domenica senz’auto, che cadrà a febbraio, prima della tradizionale domenica ecologica della Treviso Marathon. Così per dieci giorni. I display elettronici alle porte della città riporteranno i livelli di inquinamento registrati dall’Arpav ma faranno anche informazione «preventiva». «Se l’aria non migliorerà con questi provvedimenti - segue Zanini - allora si passerà alle targhe alterne». E verrà scritto sui tabelloni. «Preannunciare per poi fare», spiega l’assessore. Ma anche un modo per darsi tempo, nella speranza che le condizioni meteo diano una mano.

Che aria che fa.
Nella Marca siamo all’11º sforamento consecutivo dei livelli di pm10. Il giorno peggiore? Il 18 gennaio, quando le centraline Arpav di via Lancieri di Novara hanno registrato un livello di polveri sottili pari a 108 microgrammi per metro cubo d’aria contro il limite di 50. Poco meglio Mansuè (80 microgrammi) dove però l’aria velenosa è arrivata il giorno dopo: 96 microgrammi di media giornaliera.

Il confronto.
Treviso e Verona hanno già raggiunto la quota di 19 sforamenti dall’inizio dell’anno. Padova e Vicenza sono a quota 20. Meglio, si fa per dire, fanno Venezia (17 giorni fuori limite) e Rovigo (15) mentre Belluno, è la città con l’aria più salubre (o meno malsana) del Veneto con sole 5 giornate fuori limite in 27 giorni.

La Provincia svicola.
Treviso ci prova, Sant’Artemio no. Il disco non cambia: «Bisogna bloccare tutto - dice l’assessore all’ambiente Ubaldo Fanton - ma per tutto
intendo dire ogni macchina, ogni camion, ogni motorino, ogni deroga. Così, forse, si ottiene qualcosa». Una proposta? No, una constatazione che finisce lì. Basti pensare che il tavolo con cui l’ente era solito affrontare il tema smog alla fine si è sciolto in un «ognun per sé e Dio per tutti».

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