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Tomat e Galan: sì agli inceneritori

Da Confindustria un richiamo ufficiale per il Carroccio

TREVISO. «La Lega deve approcciarsi alle questioni economiche con lo spirito di un partito di governo che sa prendere anche posizioni complesse e difficili. La Lega, in buona sostanza, deve dare una dimostrazione di assunzione di responsabilità». Nel giorno in cui Giancarlo Galan e un manipolo di assessori regionali veneti hanno varcato la soglia del consiglio regionale di Confindustria Veneto, andato in scena ieri a Quinto di Treviso, il loro leader, Andrea Tomat (nella foto con Galan), invita il Carroccio ad affrontare la questione inceneritori (progetto di Unindustria Treviso contrastato dalla Lega nella sua componente locale) evitando di perdere altro tempo. «Le informazioni ci sono e vanno nella direzione che diciamo noi. Mi dispiace perché fra due anni queste cose verranno fuori e, nel frattempo, avremmo perso ventiquattro mesi». Le «scelte coraggiose» che Tomat e gli imprenditori veneti hanno chiesto a Galan vanno in questa direzione. Il problema è tutt’altro che locale. Perché se oggi si parla degli inceneritori di Mogliano e Silea ad aprile prossimo potrebbe esserci in ballo la politica economica regionale. «Non voglio dare pregiudizi - sottolinea Tomat sulla possibilità che dopo le elezioni regionali la Lega possa avere in mano le redini di Palazzo Balbi -. Dico solo che è un’occasione per riflettere e pensare che non si può fare welfare solo distribuendo, bisogna anche costruire. Io sono sempre disposto al confronto, ma il gioco delle parti non serve a nessuno. Ripeto, serve un’assunzione di responsabilità da partito di governo e di territorio. La gestione della ricchezza, fin qui attuata, è diversa dalla produzione di ricchezza. Questa è quella che ci serve oggi, alla luce della crisi che stiamo vivendo. Gli amministratori della Lega, in particolare, si devono rendere conto che sono due fasi distinte».

Il consiglio degli industriali ha visto presenti, oltre a Galan, anche un nutrito gruppo di assessori regionali: tra gli altri Chisso, Conta, Coppola, Donazzan e Sartor. Nessun leghista, invece, in sala. «Potevano venire» ha detto a questo proposito Galan. Anche se poi ha abbassato il tiro. «Forse è un problema di competenze - ha sottolineato -. Chiamare l’assessore all’agricoltura forse agli industriali non interessa».

Tomat, sull’assenza del Carroccio, ha precisato che quello con Galan «non è un incontro con un candidato». «Noi siamo “tifosi” di un’amministrazione capace, coesa, determinata e illuminata. Abbiamo
davanti un periodo cruciale, un po’ perché veniamo da una fase critica e un po’ perché questa fase porterà a nuovi assetti competitivi. Il Veneto ha grandi potenzialità, dobbiamo riorientarle. Dalla politica servono risposte su credito, infrastrutture, burocrazia, minori tasse e federalismo».

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