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Crocifisso, gazebo della Lega
centinaia di firme in quattro ore

Partita in piazza dei Signori la raccolta della Lega. "Ora 100 gazebi nella Marca". L’iniziativa sabato mattina, alla presenza dei big del partito. Toni Da Re: "A giorni saremo in tutti i Comuni"

Crocifissi, è scattata la raccolta firme della Lega Nord trevigiana contro la sentenza della Corte europea che li ha banditi dalle aule scolastiche. Ieri mattina nella Marca i primi sette gazebo del Carroccio hanno aperto i battenti: solo quello di piazza dei Signori, in quattro ore, dalle 9 alle 13, ha raccolto più di 400 firme. «Molta gente si è fermata al nostro gazebo anche solo per avere informazioni - dice il segretario comunale della Lega Enrico Chinellato - Tanti hanno voluto firmare la nostra petizione. Per molti è una questione di identità, di fede, ma anche di principio. La gente infatti si chiede: perché dalle aule scolastiche all’improvviso “deve” sparire il crocifisso? Siamo di fronte a un provvedimento che ha lasciato perplessi anche molti immigrati che vivono e lavorano da noi». Oggi altri otto gazebo padani saranno operativi in provincia: da Arcade a Oderzo, da Ponzano a Povegliano, da Spresiano a Villorba. No è che l’inizio, avverte il Carroccio: «Questa è infatti solo la prova generale in vista del prossimo fine settimana - annuncia il segretario provinciale della Lega Toni Da Re - Nel prossimo weekend, faremo di tutto per avere un gazebo in quasi ogni Comune trevigiano, quasi 100 gazebo. Non molliamo: sarà una battaglia a tutto campo in difesa del crocifisso. Non però una battaglia di religione, come ha già sottolineato a dovere il nostro segretario regionale Gobbo, ma di civiltà: a difesa dei diritti e dell’identità dell’uomo, dato che il crocifisso rappresenta soprattutto la nostra storia».

E allora la Lega torna in piazza, per una iniziativa che ha però infastidito, a dir poco, gli alleati del Popolo della Libertà, governatore Galan in testa.

Lega ancora in rotta di collisione con il sistema Europa. Questa volta contro la sentenza con cui la Corte Europea ha dato ragione a una madre di Abano, che voleva togliere il crocifisso dalle aule dove studiano due suoi figli. La Lega non ci sta: il senatore trevigiano Gianpaolo Vallardi si è detto pronto ad andare personalmente a dipingere i crocifissi nelle aule in cui verranno tolti, un altro senatore leghista, Piergiorgio Stiffoni, ha addirittura esortato i writers ad andarli a disegnare nelle aule «disadorne» del liceo Canova di Treviso. Toni Da Re, una settimana fa, aveva annunciato: «Tutti i Comuni guidati dalla
Lega, e in Provincia sono più della metà, hanno pronta una ordinanza in difesa del crocifisso». Poi il lancio della petizione a livello nazionale, subito sposato dal segretario regionale veneto Gian Paolo Gobbo: una raccolta firme per ottenere la cancellazione della sentenza della Corte europea.

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