Menu

Covre: "Sono dei mone, ma con le armi non scherzino"

TREVISO. Alle otto del mattino, ha mandato un sms al sindaco di Cornuda: «Chi xei ’sti mone?». Al pomeriggio, l’eretico di Mansuè Bepi Covre - che ha fatto il sindaco di Oderzo e il parlamentare della Lega - non ha cambiato idea.

Covre, conosce queste persone?
«Di tutti, ho conosciuto solo Quaglia una decina d’anni fa, quando anch’io frequentavo la Life. E mi sembrava una persona assolutamente a posto. Non credo sia cambiata in questi anni».

Si sono chiamati Autogoverno del popolo veneto. A casa avevano armi e tute mimetiche. Sono indagati per costituzione di associazione paramilitare.
«Anch’io credevo nell’autodeterminazione. Ma non ci sono riuscito neanche in famiglia e allora sono passato decisamente al federalismo».

Chiedono uno Stato indipendente chiamato Veneto. Hanno ragione?
«Se fino a qualche anno fa l’autodeterminazione andava di moda oggi ha perso molto smalto. Mi sembra una bandiera sbiadita. Ma mi faccio una domanda».

Quale?
«L’autodeterminazione uno ha il diritto di coltivarla. Può essere in sè considerata un reato?»

Idealisti?
«Sicuramente».

Matti?
«Più che matti mi sembrano mone, nell’accezione veneta. Sul versante delle armi, soprattutto. Non si può scherzare con pistole e fucili. Con questi strumenti è prudente non avere niente a che fare».

Anche Bossi agitò lo spettro delle armi, dicendo (28 aprile 2008): «Abbiamo 300 mila uomini pronti a battersi. I fucili sono sempre caldi».
«E’ una sparata che purtroppo passerà alla storia. Se non la diceva era meglio».

Questi avevano armi e vestiti militari.
«Le tute mimetiche sono ridicole. Se a una certa età qualcuno si mette a giocare con le tute mimetiche è meglio che faccia i conti con la propria infanzia, magari infelice. La rivoluzione non è cosa da italiani, tanto meno da veneti».

Pericolosi?
«Non credo proprio, se non per loro stessi. Ma non vorrei che questa storia finisse come la vicenda del campanile di San Marco. Una pagliacciata».

Salire sul campanile?
«No,
fare un processo penale a chi è andato sul campanile. Solo che quella volta c’era un magistrato di nome Papalia a istruire il processo. Ora c’è un magistrato che si chiama Fojadelli e che, essendo veneto, sono certo comprenderà e valuterà meglio il merito della vicenda». (dan.fer.)

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro