SIT IN A TREVISO

Supplenti in via d'estinzione
Protesta in mutande

In mutande e boxer a firmare il contratto, al tavolo con la «provveditora» Maria Giuliana Bigardi e i vertici della scuola. La protesta dei precari è andata in scena al Palladio di Treviso: i docenti in mutandoni e canottiere contestano i tagli agli organici. L’avevano promesso e alla fine la protesta ha coinvolto più dei 10 agguerritissimi promotori, tutti supplenti annuali nella Marca.

    E la protesta, annunciano sin d’ora i «supplenti cronici», approderà anche nelle aule, a settembre.

    Alle 10 in punto un gruppo di precari si è ritrovato di fronte alle porte dell’istituto per geometri (iniziavano le sottoscrizioni dei contratti per le supplenze annuali per i 700 precari della Marca), tutti in braghe corte e canottiera.

    Ben presto altri docenti hanno affisso sulle loro maglie il manifesto di protesta. Slogan dell’iniziativa: «I tagli alla scuola ci lasciano in mutande» e «Oggi in mutande...domani nudo», che sintetizzano i nodi centrali delle contestazioni degli insegnanti di medie e superiori): in primis la preoccupazione per i tagli annunciati al personale della scuola per i prossimi anni scolastici.

    Se a settembre i precari della scuola non subiranno grosse riduzioni, è vero che per i prossimi anni la loro situazione peggiorerà. C’è chi parla dell’80% in meno di precari fra un anno. L’unica certezza al momento è la riduzione delle immissioni in ruolo (solo 76 quest’anno) che spinge sempre più in là il traguardo del posto fisso per i docenti precari. E c’è gente che ha passato i 40 e i 50...

     Un esempio di quel che è accaduto già quest’anno arriva dalla Cisl. «L’anno scorso nella classe di concorso A50 (italiano per istituti tecnici, ndr) erano previste 14 immissioni in ruolo - dice Teresa Merotto, segretaria della Cisl scuola - Quest’anno sono tate solo 2. Gli altri 12 posti saranno coperti da precari».
     Paradossalmente, in questo caso, la scuola avrà più bisogno di supplenti, pagati meno di un insegnante di ruolo, senza prospettive e senza avanzamenti in carriera. Per questo la Cisl a settembre inizierà la campagna per il riconoscimento della carriera dei precari.

     Dalla Uil emerge un’altra proposta. «Riconosciamo loro la possibilità di stringere contratti triennali e non annuali - dice Giuseppe Morgante, il segretario - così da garantire continuità anche all’insegnamento in classe». Da parte loro i precari si dicono pronti a portare la stessa protesta in classe. «L’importante è essere consapevoli di quello che il governo sta facendo sulle nostre teste - dicono i portavoce Damiano Cavallin e Federico Piaser - consapevolezza che nel mondo della scuola spesso manca».
    25 agosto 2009

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