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Una allenatore marocchino
per il Cappella Maggiore

Si chiama Abdellah Boudouma, è nato in Marocco ed è il nuovo allenatore del Cappella Maggiore. Ha calcato i campi di calcio di 5 nazioni diverse prima di approdare in Italia. E quando l’ex bomber di Pievigina e Cittadella ha deciso di fare l’allenatore, e si è fermato nella Marca.

«Ho terminato il corso per allenatori, a Coverciano, circa un mese fa. Il Cappella Maggiore è il mio esordio in panchina».

 Ha da poco compiuto 37 anni, ma mister Boudouma ha già molto da raccontare. Nato a Meknes, in Marocco ma cresciuto in Francia, è ritornato nella sua città per vincere uno scudetto e dimostrare il suo talento da centroavanti, conquistando la classifica di capocannoniere. Nel ’95- ’95 torna in Francia con la maglia dell’Olympique Marsiglia, l’anno successivo è in Svizzera, prima a Lucerna poi a Zurigo, e l’assaggio del campionato tedesco. Nel mezzo la chiamata in nazionale (con la quale gioca per cinque anni), l’Olimpiade a Barcellona nel 1992, e la partecipazione sfiorata ai Mondiali di Usa’94.

Nella stagione 1999-2000, l’approdo in Italia, in serie D, con la maglia della Pievigina: «In quell’anno morì mio papà. Fu un momento difficile da superare - ricorda Abdellah - La stagione dopo passai al Cittadella».

 Con i padovani gioca in serie B e fa due reti all’Ancona e alla Sampdoria. Poi il Teramo, nell’ex serie C. Mister, a 37 anni comincia per lei una nuova vita? «Si, ho preso da poco il patentino, assieme a Leonardo, Beppe Signori, Zè Maria e tanti altri. Sono stato anche il primo arabo ad aver seguito il corso per direttori sportivi a Coverciano, la scorsa primavera».

Che idea si è fatto del calcio trevigiano?

«Sono diversi anni che vivo in Veneto. Ci sono molte realtà dotate di strutture importanti ed impianti attrazzati. Treviso, ma anche il resto del Veneto, ha dato molto all’Italia. Ora però il livelè un pò in calo».

Il Treviso calcio è fallito:

«E’ triste come sono andate le cose. Non capisco certe scelte... così Treviso ha perso un grande patrimonio».

Come mai ha scelto come prima esperienza una squadra di Promozione, il Cappella Maggiore?

«Ho
ricevuto una proposta come secondo allenatore in serie B, ma ho scelto di rimanere vicino alla mia famiglia. Da “secondo” avrei dovuto seguire gli ordini di altri, ma io voglio mettermi alla prova. L’obiettivo? Un buon campionato per salvarsi, se poi verrà qualcosa di più... ben venga».

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