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SCANDALO A TREVISO

Loredana Bolzan: nessun controllo
sui soldi dell'Usl 9

«Gestire i soldi dell’Usl 9 era come giocare alla roulette». Sono parole (ovviamente è una versione parziale dei fatti) di Loredana Bolzan,

l’ex impiegata dell’Usl 9 accusata di aver sottratto all’azienda sanitaria quasi 5 milioni di euro. Martedì, dopo cinque mesi, è stata scarcerata. Il Pm Claudio Pinto, su richiesta dell’avvocato Luigi Fadalti, le ha concesso la libertà. (nella foto il direttore generale dell'Usl, Claudio Dario).
Dunque l’inchiesta della Procura di Treviso su uno degli scandali più clamorosi della sanità veneta potrebbe essere arrivata ad una svolta. Il pm Pinto ha deciso di liberare la quarantacinquenne Loredana Bolzan, ma con l’obbligo di firma, per due motivi: la decorrenza dei termini di custodia cautelare (l’ex impiegata ha trascorso in carcere a Venezia oltre cinque mesi) e la sostanziale conclusione delle indagini a suo carico (nel corso dell’ultimo interrogatorio durato oltre quattro ore ha fornito al magistrato le risposte che cercava). Le attenzioni delle Procura ora si concentraranno soprattutto sugli istituti bancari attraverso cui sono transitati i soldi stornati dalle casse dell’Usl 9: verranno svolti accertamenti per capire se sono state correttamente applicate le norme anti riciclaggio. Loredana Bolzan, nel suo secondo giorno di libertà, parla di quanto accadeva all’interno del suo ufficio tra il 1998 e il dicembre 2007. Lei si occupava della gestione degli specialisti che prestavano attività ambulatoriale interna, ma anche dei medici di base e delle strutture convenzionate. Ha confessato di aver sottratto «solamente» due milioni. «I metodi di contabilizzazione dell’azienda sanitaria trevigiana sono da fantascienza - spiega l’ex impiegata - non c’è nessun controllo. Gestire quei soldi era come giocare alla roulette, la vita vera l’ho scoperta stando in carcere». Loredana Bolzan si sofferma a descrivere la disinvoltura con cui venivano gestiti i soldi, e non solo da lei: «Importanti somme di denaro si spostavano da un capitolo all’altro del bilancio a seconda delle necessità, soprattutto quando era il momento di avere i fondi regionali». E’ uno spaccato inquietante quello descritto dall’ex impiegata. Soldi pubblici gestiti come se si trattasse di un gioco da parte di persone che hanno in realtà il compito di amministrarli con oculatezza. E nel mirino finiscono soprattutto l’ufficio ragioneria e ufficio paghe. «I due settori - ha spiegato Loredana Bolzan - non comunicavano tra loro. I controlli erano assolutamente inesistenti». La Bolzan conferma anche di essere pronta a restituire i soldi sottratti «per risarcire almeno in parte il danno arrecato all’Usl». La Procura di Treviso, nel corso di questi ultimi
mesi, è riuscita a recuperare cinque appartamenti in Francia, tra Nizza e Mentone, due case a Treviso e una a Povegliano. Nei giorni scorsi è stato iscritto nel registro degli indagati anche l’ex marito della donna, Walter Pasqualin, e sequestrata la sua attivita: l’«In Arredamenti» di Villorba.

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