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Lega e Pdl alle mani

Vallardi-Castro, rissa in Senato
urla, insulti e spintoni

«Ripeti quello che hai detto». «Sei un...». E in aula scoppia il finimondo: scintille ieri in Senato

tra il leghista Gianpaolo Vallardi e Maurizio Castro del Pdl. Vallardi aveva chiesto chiarimenti a Castro, «reo» di averlo attaccato in un comizio a Chiarano. Castro ha ribadito il concetto, e così Vallardi gli ha dato uno spintone. Supportato da Stiffoni: «Se apri ancora la bocca, vengo lì».
Tensione alle stelle, ieri pomeriggio in aula al Senato: gli attriti elettorali della scorsa settimana sono esplosi di botto. Ce n’erano di arretrati accumulati, tra i leghisti trevigiani e la corrente del Popolo della Libertà di cui Maurizio Castro fa parte, la sacconiana, acerrima nemica di un Carroccio che pure, sulla carta, come è alleato al governo così dovrebbe esserlo anche sul territorio. Proprio per niente: il senatore leghista Vallardi, appena rieletto sindaco di Chiarano, non aveva digerito che l’«alleato» Castro venerdì scorso, a ridosso delle urne, si fosse recato nel suo paese per sponsorizzare in comizio non Vallardi ma Tolotto, ossia il candidato sindaco delle sinistre. Ma c’è di peggio: «Molti dei presenti al comizio - dice Vallardi - mi hanno riferito che Castro ha usato parole pesanti contro la Lega e il sottoscritto». «Pesanti? - interviene il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni - Ha dato degli “agricoltori ignoranti” ai leghisti e per Vallardi è sceso sul piano personale». Vallardi, in prima battuta, ha chiesto chiarimenti telefonici a Castro. Invano. E così ieri pomeriggio, in Senato, si è alzato dallo scranno per avvicinarsi al collega e sistemare la faccenda. «Non ti dovevi permettere», ha detto Vallardi. Ma Castro ha tirato dritto. E così Vallardi ha perso le staffe dandogli uno spintone. «Sono solitamente tranquillo - commenta Vallardi - ma Castro aveva superato i limiti della deontologia politica. Ho fatto il paracadutista: mi arrabbio poco, ma quando succede...».
«Giampaolo ha fatto bene a reagire - dice Stiffoni - Stavo per alzarmi anch’io per dare una lezione a Castro». Vecchie ruggini e scintille, tanto che è dovuto intervenire il presidente del Senato per placare gli animi. «Diciamo che c’è stato un acceso chiarimento», liquida Vallardi. Alla faccia.

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